Una donna come esempio

Pubblichiamo su "You Reporter" la denuncia di un'insegnante e madre di un disabile: "Nessuna giustizia"

Una donna come esempio
DENUNCIAMO LE INGIUSTIZIE - Riceviamo e pubblichiamo su "You Reporter" la lettera- denuncia di una madre coraggiosa, oltre che insegnante abilitata al sostegno, alle prese con le vicessitudini e gli imbarazzi del Sistema Italia, che discrimina le professionalità, le persone diversamente abili e le loro famiglie. Naturalmente l'Abruzzo non si salva da quello che sta accandendo negli ultimi anni nel nostro paese. E' giusto che a pagare il prezzo della crisi economica siano le persone che lavorano, invece dei grandi capitali, le banche, le industrie delle armi, i politici col triplo incarico e quelle caste che tutto possono permettersi?
LA STORIA DI RENATA -  "Sono un'insegnante di sostegno precaria nonchè madre di una persona disabile con invalidità riconosciuta al 100%. Preciso che la scelta di conseguire la specializzazione nel sostegno è stata fortemente motivata dall'importanza che ritengo sia da attribuire a questa figura professionale purtroppo molto disprezzata dal contesto sociale e politico del nostro paese che sta vivendo una forte regressione culturale.

Compito della classe politica di un paese è quello di educare il popolo al senso civile e quando non si garantisce un'esistenza dignitosa alle persone più deboli che ne fanno parte, allora è senza ombra di dubbio un paese sottosviluppato e sarebbe così anche se il PIL fosse in crescita .... perchè penso fortemente che la crisi economica è una gran bella scusa dietro la quale si vuole trovare una giustificazione alla brutalità di certe scelte scellerate.

Tutti sono convinti che la situazione della disabilità sia un problema che riguarda esclusivamente chi ne soffre e chi in qualche modo ci convive e sicuramente questa convinzione in un paese indegno di essere uno Stato giuridico come questo si è concretizzata pienamente. La saggezza che contraddistingue un governo capace e lungimirante invece dovrebbe portare alla consapevolezza che se non si forniscono gli strumenti necessari per rafforzare il senso di autonomia di queste persone che non sanno fare semplicemente per l'incapacità delle persone "abili", bisognerà poi necessariamente attuare una serie di interventi socio- economici per mantenerli.... e questo sarebbe davvero uno spreco, una diseconomia assurda!

Gli insegnanti di sostegno sono coloro a cui viene affidata la cura della formazione dei ragazzi disabili e sono gli unici che possono fornire quegli strumenti indispensabili per l'autonomia.
Per questo ai signori che governano e decidono anche per noi, ai sostenitori di queste decisioni improvvisate e riprovevoli, alle organizzazioni sindacali di cui ormai è incomprensibile capire la funzione, alle persone direttamente interessate, quindi a TUTTI ... dico:" ad ognuno il suo lavoro"

Redazione Independent


martedì 10 gennaio 2012, 10:51

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