Una 'Storica' Figuraccia

Ieri le celebrazionissime per il compleanno di Pescara. Oggi i pescatori che salutano e se ne vanno ad Ortona

Una 'Storica' Figuraccia

UNA FIGURACCIA STORICA - Eravamo in procinto di preparare un pezzo sull'evento che si è tenuto ieri a Pescara e sulla decisione dei pescatori di trasferirsi nel porto di Ortona. Poi, è arrivata una mail (info@abruzzoindependent.it), mandataci da un lettore, il cui testo, per precisione e chiarezza di idee, ci ha lasciato col fiato sospeso. Riceviamo, pubblichiamo e condividiamo totalmente il suo contenuto (Redazione Independent).

AMEN! - "Abbandono per qualche attimo il lavoro (fesso che sono, già devo sudare sette  camicie per trovarmelo e mi permetto pure di abbandonarlo, anche se per pochi  minuti ...) distratto da una notizia su quelle levantine cerimonie inventate da  una politica paesana per farsi un po' di propaganda. Si tratta di una doppia cerimonia (mattina e pomeriggio di ieri giovedì 12
gennaio 2012, giusto per aprire e chiudere la giornata degli elettori  accompagnandoli dal cappuccino alla camomilla): due consigli straordinari  convocati rispettivamente dal Comune e dalla Provincia di Pescara per celebrare  degnamente un unico anniversario, che consiste nell'85° compleanno della  Provincia e della città di Pescara.
 

Ora, io pensavo che le ricorrenze storiche o istituzionali si celebrassero  con scansioni diverse: grosso modo a 10 anni dall'anno zero (magari pure a 20,  tanto per abbondare) e poi ogni 50 anni (vedi il 150° dell'Unità nazionale).  Per fare un esempio: la costituzione di una Provincia potrebbe essere  ricordata ai 10 anni e sarebbe giusto, magari ancora a 20 che non si sa mai che  ci si scorda, poi a 50, a 100 e, sinceramente, in mezzo e dopo la cosa potrebbe
diventare pure un tanto ridicola (stiamo parlando di una Provincia, mica  dell'Italia o dell'Unione europea, entità che ci son voluti secoli per metterle  in piedi e pianti e lacrime. A Pescara no, qui si va a lustri: ricordo con disappunto la grande enfasi  della Provincia sugli 80 anni (ci sono persino i cartelli sparpagliati per le  strade provinciali); ora s'è andati sugli 85 con Provincia e Comune.

Immagino che adesso si penserà già al prossimo lustro (solo quello del  Comune, però, che la Provincia salta per legge nel 2013, povera lei, che vivrà  meno dei suoi abitanti più longevi) e allora ci sarà una grande cerimonia per i  90 anni del Comune, per quelli della Provincia se li avesse compiuti e per  quelli dei signori Mancini, Di Girolamo e Di Giovanni e delle signore D'Angelo,  Camplone, Renzetti, Di Matteo e Ricci ... Chissà che faranno ai 95 in attesa del botto dei 100!  Vediamo le cerimonie di ieri. Il Comune ha aperto la giornata con un
consiglio comunale straordinario: “Celebrazione dell’85° Anniversario dell’ Unificazione dei Comuni di Castellamare Adriatico e Pescara”, evento clou il  rilascio di un annullo filatelico speciale da parte delle Poste Italiane, con  lo sportello aperto fuori dalla sala consiliare (dove c'erano giustamente anche  le cartoline stampate per l’occasione dall’amministrazione comunale).  Immagino la ressa allo sportello, giusto per evitare il botto di chiacchiere
in aula, che sarà stato assai noioso perché, si sa, in queste occasioni neanche  si litiga ma ci si vuole tutti un sacco di bene.  

In Provincia ci hanno messo più fantasia e, nel pomeriggio, si sono ritrovati  sul tema “Una storia su cui riflettere“. Evento clou l’esposizione al pubblico  di uno dei primi gonfaloni storici della Provincia (manco il primo, a ben  guardare le notizie) recuperato nell’archivio dell’Economato. Davvero  "recuperato", manco l'archivio dell'Economato della Provincia di Pescara fosse
la Domus aurea, riscoperta dopo secoli e secoli di oblio e terra; già me li  vedo gli impiegati della Provincia a buttare all'aria l'archivio dell'Economato  per trovar qualcosa da esporre per gli 85 anni dell'ente.  Poi gli interventi istituzionali (fondamentali, queste feste si fanno per lo
più per questo), un po' di chiacchiere sulla storia della provincia e, infine,  un'attrice pescarese molto à la page che legge dei documenti sulla nascita  della Provincia. Quest'ultima, devo dire, è la trovata più spassosa:  drammatizzare quattro scartoffie redatte per metter su una città e una
provincia da regalare al Vate D'Annunzio, forse perché ormai il sommo poeta  s'era apertamente rotto gli zebedei del fascismo e se ne stava sul Garda,  dev'essere stato come assistere a un concerto dei Rolling Stones.


Che altro dire ... oddio, l'unica cosa che mi viene in mente e che, sempre  ieri, i pescatori incontravano il vescovo di Pescara perché non ne possono più  dell'immobilismo degli enti preposti al dragaggio (guarda caso, Comune e  Provincia), che hanno trasformato il porto canale in un lago di Tiberiade dove  i pescatori hanno letteralmente camminato sulle acque davanti al prelato,  sostanzialmente chiedendo al sant'uomo di far fare al Padreterno il miracolo
contrario: far dragare la pozzanghera e consentire alle barche di uscire e  rientrare dalla pesca in sicurezza.  In attesa dell'evento, i pescatori hanno deciso di cambiare porto e di
andarsene a Ortona; tutto mentre il Comune e la Provincia di Pescara  festeggiavano i loro 85 anni".

Sandro Di Scerni