Un ricordo speciale del "Pirata" Marco Pantani

Il campione di Cesena morì in un albergo di Rimini il giorno di San Valentino. E' stato il più grande ciclista italiano e il più amato

Un ricordo speciale del "Pirata" Marco Pantani

Era un trofeo Matteotti che assegnava la maglia tricolore, lo vinse un certo Gianni Bugno. 
Sveglia presto per me e mio padre, panini birre e succhi di frutta nel termos e via a trovar posto all'ombra per la sdraio sulla salita dei Colli. Mancavano solo 2-3 ore al primo dei tanti passaggi dei corridori su quella rampa non impossibile.
Eravamo andati per tifare un giovane romagnolo pelato fortissimo in salita: Marco Pantani.
Mi divenne ancora più simpatico quando alle 9 di mattina la mamma mi preparò una bella piada romagnola e il padre mi vestì da cima a piedi di Carrera~Tassoni. Felicità. 
Da allora rapito da Marco.
Potrei elencare ad una ad una le vittorie e le sconfitte del Pirata a Giro e Tour, le ricordo distintamente perché scendevo al mare alle 18 pur di non perderle.
Il mondiale di Colombia fu la prima volta in cui mi fu concesso di andare a letto più tardi delle 10... per tifare Marco. 
Quella magia sul "Monte Calvo" come lui, il Ventoux, contro il texano. È leggenda.
E tanto tanto altro.
Poi un San Valentino Pierpaolo si presentò con la famosa cinta da acchiappo e decidemmo di intraprendere una delle rare trasferte danzerine pescaresi della nostra fresca maggiore età. 
Dopo 20 minuti di fila per entrare al Megà ci sentivamo già stupidi e decidemmo per il Jason, molto più nostro "cup of tea". All'ingresso le televisioni ci raccontarono la tragedia.
Cazzo.
Da allora la passione per il ciclismo mai si spense ma perse di poesia. 
Fino a qualche mese fa l'incontro a Ortona con Vincenzo Nibali mi ha riportato a quella mattina del Matteotti in cui la mamma di Marco per accontentarmi diceva:"passa, passa dopo la gara che te lo facciamo conoscere". 
Conoscere Nibali per uno che si chiama Fausto e aveva un appuntamento con Marco, è chiudere il cerchio... forse...

Grazij a Dì quest'anno potrei anche festeggiarlo San Valentino, ma da quel sabato, e da quella cinta di Piero, per me ha solo un altro valore: il ricordo sincero del Pirata.

Fausto Di Nella

sabato 14 febbraio 2015, 17:56

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