Uccisione topi da laboratorio, a giudizio il direttore del Mario Negri Sud

L'inchiesta è nata da una segnalazione della Lav. La prima udienza si terrà il prossimo 25 di giugno

Uccisione topi da laboratorio, a giudizio il direttore del Mario Negri Sud
UCCISIONE TOPI AL MARIO NEGRI SUD. PRIMA UDIENZA 25 GIUGNO. C'è una importante svolta nella presunta soppressione di centinaia di topi da laboratorio all'Istituto Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro (Chieti). Secondo gli animalisti della Lav il tribunale di Lanciano  avrebbe infatti deciso di rinviare a giudizio il Direttore Amministrativo della Fondazione Mario Negri Sud per il reato di uccisione di animali senza necessità (art. 544 bis del Codice penale). Secondo la Lega Anti Vivisezione, che per primo tirò fuori la vicenda, nell'istituto di ricerca abruzzese erano stati soppressi circa 750 topi “Mus Musculus” a causa della gravissima crisi finanziaria che stava travolgendo la struttura, con tanto di ricercatori licenziati e senza stipendio da mesi. Una notizia che aveva allertato la procura che, immediatamente, aveva aperto un'inchiesta fino all'epilogo di oggi. Toccherà ai giudici lancianesi, a questo, punto, verificare la fondatezza delle accuse ovvero assolvere il presunto responsabile da ogni addebito. 
 
LA LAV: " COME GREEN HILL". “Come per l’innovativo processo in difesa dei beagle di Green Hill, conclusosi a Brescia in primo grado con tre recenti condanne e la LAV parte civile, la legge deve essere rispettata anche in ambiti come la sperimentazione animale: non ci sono ‘zone franche’! – afferma la LAV - La norma comunitaria e nazionale e la giurisprudenza hanno ampiamente chiarito che tutti gli animali sono essere senzienti e vanno curati e accuditi rispettandone l’etologia, indipendentemente dalla loro destinazione finale. Chiediamo quindi controlli qualificati nelle strutture che utilizzano animali per la sperimentazione, per evitare che casi analoghi si ripetano”.Inoltre, la LAV sottolinea che il 29 marzo 2014 è entrato in vigore il Decreto legislativo 4 marzo 2014, n.26 (Attuazione della direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici.): “qualora la soppressione fosse avvenuta in data successiva al 29 marzo, quindi, saremmo di fronte anche alla violazione della nuova normativa che regola la sperimentazione animale nel nostro Paese, che prevede il ‘reinserimento   in  un habitat adeguato o in un sistema di allevamento appropriato alla loro specie’, qualora non vi siano, tra gli altri requisiti, pericoli per ‘la sanita' pubblica, la salute animale o l'ambiente”.
 
Redazione Independent

mercoledì 11 febbraio 2015, 23:58

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