Tutti contro la centrale Snam: Mazzocca annuncia la lotta, Bracco chiede gli atti

Sono ore di preoccupazione dopo contro la decisione del Governo Gentiloni di autorizzare la realizzazione della centrale di compressione Snam nell'area della Valle Peligna

Tutti contro la centrale Snam: Mazzocca annuncia la lotta, Bracco chiede gli atti
TUTTI CONTRO LA CENTRALE SNAM. Sono ore di preoccupazione dopo contro la decisione del Governo Gentiloni di autorizzare la realizzazione della centrale di compressione Snam nell'area della Valle Peligna a servizio del metanodotto Brindisi-Manerbi. Il Sottosegretario d'Abruzzo Mario Mazzocca ha partecipato all'affollata assemblea pubblica che si è tenuta nella tensostruttura antistante la sala del Centro Civico di Paganica insieme al sindaco di Sulmona Annamaria Casini, al sindaco de L’Aquila Pierluigi Biondi e al consigliere provinciale Vincenzo Calvisi. L'obiettivo è ovviamente quello di perseguire azioni di opposizione al progetto di realizzazione della centrale a Case Penta di Sulmona ribadendo e sottolineando l'inserimento della città abruzzese nel programma Casa Italia sulla prevenzione sismica, e che si trova al momento in attesa della nuova data d'incontro con Gentiloni.

BRACCO: VOGLIAMO GLI ATTIUna richiesta formale di accesso agli atti indirizzata a Luciano D’Alfonso e all’esecutivo da lui presieduto al fine di acquisire, da un lato, tutti i documenti attinenti alle interlocuzioni avvenute prima dell'approvazione del provvedimento avvenuta il 22 dicembre scorso da parte del Consiglio dei Ministri e, dall’altro, il verbale redatto da Palazzo Chigi che ha dato l’imprimatur alla realizzazione della Centrale di compressione del gas a Sulmona. “La decisione messa nero su bianco dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – spiega l’esponente di Liberi e Uguali – tiene in considerazione e mette in risalto la rilevanza energetica e il carattere strategico dell’opera, necessaria, secondo Palazzo Chigi, per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici a livello italiano ed europeo”. “Grazie all’esemplare mobilitazione messa in atto da diverse associazioni e comitati che hanno contezza soprattutto dell’elevatissimo rischio sismico presente in quelle zone – sottolinea Bracco – la Regione Abruzzo ha in più occasioni negato il proprio assenso al progetto. Questa circostanza ha determinato il trasferimento della competenza autorizzativa dal Ministero dello Sviluppo economico alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per tale ragione è stato così istituito un tavolo di lavoro al fine di vagliare eventuali soluzioni alternative e considerare anche la reale utilità dell'opera”. “La Regione Abruzzo – specifica Bracco – è stata di conseguenza invitata a partecipare a diversi incontri effettuati presso la stessa Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un'attività che però, in base alla disamina e studio delle carte, pare essersi fermata al 2015. Ho dunque ritenuto mio preciso dovere istituzionale quello di approfondire quanto accaduto soprattutto rispetto alle circostanze che hanno preceduto la deleteria decisione assunta da Palazzo Chigi tre giorni prima del Natale scorso”. “Parzialmente rassicurante – evidenzia Bracco – mi pare inoltre sia stato l’esito dell’incontro al quale, undici giorni fa, ha preso parte il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Mario Mazzocca che insieme ad alcuni sindaci della Valle Peligna e Subequana ha incontrato un Consigliere politico del governo Gentiloni”. “Come concordato al termine dell’incontro medesimo, la delegazione abruzzese dovrebbe tornare nella Capitale nella settimana tra l'8 e il 13 gennaio. Ma siamo già al 9 e tutto sembra tacere. Un silenzio che però, soprattutto a Sulmona – conclude Leandro Bracco – è fonte di molteplici preoccupazioni e sta diventando assordante”.

Redazione Independent

martedì 09 gennaio 2018, 17:19

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