Tragedia a Lampendusa. Naufraga barcone con 400 disperati

Il Mediterraneo si conferma un cimitero di migranti in fuga dall'Africa. Patricello: «La responsabilità è dell'Europa non dell'Italia»

Tragedia a Lampendusa. Naufraga barcone con 400 disperati

TRAGEDIA LAMPEDUSA: NAUFRAGA BARCONE CON 400 PERSONE A BORDO. L’ennesima tragedia di migranti in mare tra Lampedusa e la Libia riaccende a distanza di sette mesi - quando un altro barcone di migranti affondò a pochi metri dal porto di Lampedusa - i riflettori su una emergenza da affrontare immediatamente e per la quale l’Italia non deve essere lasciata sola.

“Non possiamo continuare a gestire una emergenza che non è solo italiana ma europea – afferma l’on. Aldo Patriciello - Credo che accanto all’emergenza umanitaria per la quale bisogna garantire assistenza a chi rischia di morire, evitando tragedie come quella avvenuta a Lampedusa; oltre alla missione Mare Nostrum bisogna porre attenzione soprattutto ad un intervento diretto volto a scoraggiare le partenze. Dobbiamo intervenire innanzitutto per punire in maniera esemplare gli scafisti mercanti di schiavi. L’Europa su questo punto può e deve fare di più. Il confine italiano è il confine europeo e quindi non possiamo accollarci da soli i costi di accoglienza, primo soccorso, ospitalità ed asilo. Dal primo luglio, inizio del semestre italiano alla Presidenza del consiglio dei Ministri europeo, chiederemo con forza la revisione del Regolamento di Dublino e l’istituzione di regole e responsabilità condivise in materia di immigrazione”

Redazione Independent

martedì 13 maggio 2014, 13:06

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