Tra Bauman e Dostoevskij: voilà la lectio magistralis

L'arcivescovo Bruno Forte incanta la platea e striglia la classe politica: «Porcellum incostituzionale»

Tra Bauman e Dostoevskij: voilà la lectio magistralis

LA LECTIO MAGISTRALIS DI BRUNO FORTE "TRA LORO TUTTO ERA COMUNE". La fondazione Pescarabruzzo, nell'ambito dei suoi fini istituzionali (la promozione e lo sviluppo della città, della provincia e della regione), ha promosso ABRUZZO 2020, un progetto aperto alla partecipazione
dei cittadini e delle parti sociali avente come obiettivo quello di condividere ed esaltare le potenzialità di coloro che vogliono mettersi a disposizione per il bene della comunità regionale. E' toccato a Monsignor Bruno Forte, arcivescovo dell'Arcidiocesi Chieti-Vasto, nonché teologo e filosofo, aprire il ciclo degli incontri di Abruzzo 2020, con la lectio magistralis dal titolo "tra loro tutto era comune". La frase è tratta dagli atti degli Apostoli che recita: "chi aveva proprietà o sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti secondo il bisogno di ciascuno."

KARL MARX COME NEL VANGELO RIPETE "AD OGNUNO SECONDO I SUOI BISOGNI". Karl Marx riprese questa frase del Vangelo e la trasferì quasi integralmente nella Critica del programma di
Gotha: scrivendo: "Ognuno secondo le sue capacità; ad ognuno secondo i suoi bisogni.". L'arcivescovo Forte ha sviluppato il tema " Uniti per il bene comune. Etica e impegno sociopolitico alla luce del Vangelo per l'Abruzzo" condividendo le critiche di Zygmunt Bauman alla società moderna definita " società liquida".

LA SOCIETA' LIQUIDA DI BAUMAN. Bauman ha affermato infatti che "i giovani non sognano più. Adesso c'è una società liquida dove gli individui sono delle isole di un grande arcipelago, nel quale ciascuno non ha niente in comune con gli altri". Per Bruno Forte "l'alto tasso di litigiosità produce l'allontanamento dalla politica, condannata anche da una legge elettorale anticostituzionale (il porcellum ndr) " che tutti dicono di voler cambiare e nessuno cambia". L'arcivescovo ha poi aggiunto :"La tentazione più sottile che possa impadronirsi della società è che vivere rettamente sia inutile".
Forte però non rinuncia alla speranza: "E' ancora possibile parlare di bene comune, fissare regole minime, per garantire reciproca tolleranza e conciliare i diversi interessi".

FORTE RICORDA IL SIGNORE DI GISSI E NE DIFENDE L'OSPEDALE. Parlando poi di cose concrete e probabilmente tenendo presente i bisogni del suo "gregge", ha rilevato come sia assurdo chiudere l'ospedale di Gissi, fondato da Remo Gaspari, "appena ristrutturato per milioni di euro".
Ha infine concluso la lectio magistralis citando Dostoevskji "la bellezza salverà il mondo. Ma quella condivisa".

Clemente Manzo

venerdì 25 ottobre 2013, 19:39

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