Teramo, l'Ex-Ovviesse tornerà a "splendere" come supermercato?

Pomante allarmato critica la politica: "Se questo accade in centro figuriamoci nei quartieri e nelle frazioni"

Teramo, l'Ex-Ovviesse tornerà a "splendere" come supermercato?

TERAMO, L'EX OVVIESSE TORNERA' SUPERMERCATO? L'ex Oviesse tornerà ad essere un supermercato. E' questo l'allarme lanciato da Gianluca Pomante, consigliere di opposizione, che rivela che alcuni imprenditori locali vorrebbero trasformare l'area in un grande magazzino analogo a quello esistente a Piazzale San Francesco. "Tutto coò- sottolinea l'avvocato teramano - dimostra l'assoluta incapacità di valorizzare Teramo, a dispetto dei proclami e delle affermazioni di principio.  E se questo accade in centro, figuratevi nei quartieri limitrofi e nelle frazioni". Secondo Pomante, infatti, il tentativo di convincere un imprenditore ad investire su locali da ristrutturare, anche ad un prezzo invitante, non poteva che destare l'interesse di chi all'immagine non dà alcun peso "come un discount o un grande magazzino, giacché per una grande firma l'investimento sarebbe stato comunque eccessivo. I timori dei teramani - soprattutto dei titolari dei negozi limitrofi - che vedono in tale affidamento il definitivo tramonto di Corso San Giorgio, sembrano quindi prendere consistenza". Se tutto ciò dovesse essere confermato l'amministrazione Brucchi avrebbe messo una pietra tombale ai solleciti pervenuti dagli artisti Enrico Melozzi e Grazia Scuccimarra che chiedevano la destinazione di quei locali per realizzare laboratori e servizi tecnici per lo spettacolo. "Non si comprende - continua Pomante - la ragione per la quale il Comune sia sordo a chi aveva suggerito di affidare quei locali alle numerose associazioni artistiche teramane, che avrebbero potuto concentrare le loro attività nel centro cittadino, animarlo, cambiarne continuamente l'aspetto per accogliere ogni volta i visitatori in modo diverso, organizzare mostre e spettacoli, costituire un'attrazione di cui avremmo estremo bisogno". Anche dal punto di vista strettamente economico la vicenda - tralasciando i vantaggi per la città di una riconversione in chiave artistica e l'indotto che determinerebbe - produrrebbe non pochi vantaggi. "Il suggerito frazionamento - afferma Pomante - ad esempio in 15 locali da 100 metri quadri, lasciando 500 mq di spazi comuni, da cedere in locazione, a canone agevolato, a 1.000 Euro mensili ciascuno, prevedendo, magari ulteriori agevolazioni sui tributi locali), porterebbe nelle esangui casse del Comune la considerevole somma di 15.000 euro mensili, per un totale di 180.000 euro l'anno". 

Redazione Independent

venerdì 06 febbraio 2015, 20:52

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