Tentano la truffa dei finti assistenti sociali: denunciati 3 nomadi

Un vicino nota un "gruppetto" anomalo che cercava di entrare nell'abitazione di un 77enne di Penne. I consigli per evitare le truffe

Tentano la truffa dei finti assistenti sociali: denunciati 3 nomadi

PENNE, ARRSTATE TRE NOMADI "FINTE ASSISTENTI SOCIALI". I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Penne hanno deferito tre nomadi, di età compresa tra i 42 ed i 33 anni, tutte persone pregiudicate, domiciliate a Pescara, con l'accusa di “tentata truffa aggravata e sostituzione di persona” ai danni di una coppia di anziani coniugi. E' stato un vicino a notare, sabato scorso poco prima di pranzo, la presenza anomala del gruppetto, composto da tre donne, intorno all'abitazione ed a chiamare il pronto intervento “112”

L'ARRESTO IN VIA SAN FANCESCO. Quando la pattuglia è arrivata a "salvare" la famiglia del 77enne si è scoperto che i finti “assistenti sociali per gli anziani” le avevano tentate tutte per rubare dentro quella casa. Prima col trucco delle cartelle in mano, poi hanno tentato di distrarli con richieste sempre verosimili per permettere alla terza complice di scavalcare da una finestra. Tutti i tentativi sono risultati vani grazie alla ferma opposizione del 77enne che ha lottato come un leone per non lasciarsi ingannare. Così alla fine il gruppo "predatorio" ha deciso di allontanarsi a bordo di una Opel Corsa di colore grigio, mezzo individuato e fermato in zona San Francesco dalla pattuglia che nel frattempo era stata inviata dal Comando. 

FOGLIO DI VIA PER TRE ANNI. Le donne, per le quali le fattispecie delittuose concretizzate e le circostanze degli eventi non hanno consentito l’adozione di più stringenti provvedimenti cautelari, sono state proposte per l’irrogazione del foglio di via obbligatorio per tre anni dalla città di Penne.

I CONSIGLI ANTI-TRUFFE. L’evento ripropone l’attualità di un fenomeno in costante espansione e di documentato allarme sociale per anziani spesso soli in casa per i quali la truffa, oltre al possibile danno economico, rappresenta un vero e proprio motivo di “caduta psicologica” con ripercussioni serie sulla qualità, sullo stile di vita e sulla capacità di socializzazione. Per questo motivo, l’Arma dei Carabinieri, al pari delle altre Forze di Polizia, è costantemente impegnata sia in campagne di sensibilizzazione, informazione e prevenzione, sia in specifiche attività info-investigative di contrasto.
In tale contesto, si ritiene certamente utile ricordare alcuni consigli pratici alla cittadinanza, in particolare, per il caso specifico, per la “sicurezza in casa”: non aprite agli sconosciuti e non fateli entrare in casa. Diffidate degli estranei che vengono a trovarvi in orari inusuali, soprattutto se in quel momento siete soli in casa; osservate, per quanto possibile, particolari della persona e dell’abbigliamento indossato; non mandate i bambini ad aprire la porta; comunque, prima di aprire la porta, controllate dallo spioncino e, se avete di fronte una persona che non avete mai visto, aprite con la catenella attaccata; in caso di consegna di lettere, pacchi o qualsiasi altra cosa, chiedete che vengano lasciati nella cassetta della posta o sullo zerbino di casa. In assenza del portiere, se dovete firmare la ricevuta aprite con la catenella attaccata; prima di far entrare persone non conosciute, accertatevi della loro identità ed eventualmente fatevi mostrare il tesserino di riconoscimento; diffidate di coloro che vogliono verificare le banconote prelevate in banca/ufficio postale o la regolarità del libretto di pensione; nel caso in cui abbiate ancora dei sospetti o c'è qualche particolare che non vi convince, telefonate all'ufficio di zona dell'Ente e verificate la veridicità dei controlli da effettuare. Attenzione a non chiamare utenze telefoniche fornite dagli interessati perché dall'altra parte potrebbe esserci un complice; tenete a disposizione, accanto al telefono, un'agenda con i numeri dei servizi di pubblica utilità (Enel, Telecom, Acea, etc.) così da averli a portata di mano in caso di necessità; non date soldi a sconosciuti che dicono di essere funzionari di Enti pubblici o privati di vario tipo. Utilizzando i bollettini postali avrete un sicuro riscontro del pagamento effettuato. Ricordate che i truffatori possono essere uomini o donne, non necessariamente giovani, solitamente ben vestiti o comunque, per l’etnia rom, riconoscibili dall’aspetto della persona, dagli accessori utilizzati dalle donne (orecchini vistosi ed acconciature fluenti), e dall’abbigliamento; potrebbero disorientare l’interlocutore con eloquio assai rapido e semplice, anche dimostrando di conoscere nomi di familiari.

Reda Inde

lunedì 11 agosto 2014, 11:51

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