Svolta nell' omicidio dell' ex carabiniere di Mozzagrogna. Fermati marito e moglie

L' accusa e' di avere premeditato la morte di Antonio Cirone, 54 anni di Mozzagrogna, con tre colpi di pistola. La prova in un fotogramma?

Svolta nell' omicidio dell' ex carabiniere di Mozzagrogna. Fermati marito e moglie

SVOLTA NELL' OMICIDIO DI ANTONIO CIANFRONE. Svolta nell' omicidio di Antonio Cianfrone, il 54enne ex carabiniere abruzzese, ucciso con tre colpi di pistola lo scorso 3 giugno a Spinetoli. I militari del Nucleo Investigativo di Ascoli Piceno hanno fermato con l'accusa di omicidio premeditato una coppia: si tratta di G.S.e della moglie F.A., entrambi originari di Taranto, da molti anni residenti a Spinetoli. 

Intanto la Procura di Ascoli ha fissato per l'11 giugno alle 11 l'autopsia sul corpo dell'ex comandante della stazione dei carabinieri di Monsampolo del Tronto. L'esame verrà svolto nell'obitorio dell'ospedale Mazzoni di Ascoli

In una nota il procuratore sottolinea come il provvedimento di fermo poggi "sui molteplici elementi raccolti dalle articolate attività di indagine svolte dal momento dell’omicidio ad oggi (e tutt’ora in corso), elementi raccolti in pochi giorni e che convergono, allo stato, nel far ritenere la coppia responsabile dell’omicidio in questione". "Le complesse indagini - continua la nota - sono state svolte con accuratezza e celerità dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Ascoli Piceno, con la partecipazione corale e qualificata di tutte le altre articolazioni dell’Arma provinciale (Nucleo operativo Compagnia di San Benedetto del Tronto e Stazione di Monsampolo del Tronto in particolare) e della sezione di Polizia giudiziaria di questa Procura". Proficua la condivisione di informazioni e spunti investigativi con la polizia e guardia di finanza che ha messo a disposizione hardware e software per analisi apparati informatici e le proprie competenze per gli accertamenti patrimoniali. "Ma soprattutto", aggiunge il procuratore, " va notata e apprezzata la piena collaborazione delle diverse persone che hanno assistito alle fasi dell’omicidio e ai momenti antecedenti e successivi; tutti hanno dimostrato lucidità e franchezza e ampia disponibilità a riferire tutto quello che sapevano e avevano visto, ad essere sentiti e in certi casi risentii più volte, anche direttamente sui luoghi dei fatti, senza mai mostrare reticenze".

Redazione Independent

mercoledì 10 giugno 2020, 17:04

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