Storie di malavita e emigrazione: il gangstar Pasquale "Patsy" Massi

Uno dei potenti “capi famiglia mafiosi” di Philadelphia e Camden era nato a Mosciano Sant’Angelo in provincia di Teramo. Nel 1963 organizzò a Giulianova un incontro con altri mafiosi di origine italia

Storie di malavita e emigrazione: il gangstar Pasquale "Patsy" Massi

STORIE LEGATE ALLA NOSTRA EMIGRAZIONE. Pasquale “Pasty” Massi nacque a Mosciano Sant’Angelo (TE) il 7 novembre del 1903. Nel 1921 decise di emigrare per gli Stati Uniti. Giunse ad “Ellis Island” sul piroscafo “San Giovanni” e stabilì la sua residenza a Philadelphia. Per il suo carattere irruento, per la sua notevole forza e per il suo coraggio fu notato da un gangster locale che lo volle come suo guardaspalle. Fu questo il suo ingresso in “Cosa Nostra”. La sua “carriera” nella organizzazione mafiosa, favorita dagli anni del “proibizionismo” e dall’appartenenza alla famigerata famiglia mafiosa di “Nig” Rosen, fu sempre in ascesa. Diverrà uno dei capi della “famiglia criminale” di Philadelphia in Pennsylvania e Camden in New Jersey. Il suo nome verrà spesso accostato a mafiosi del calibro di Angelo Bruno, “Lucky” Luciano, Sam Giancana, Frank Costello, Albert Anastasia e Joseph Bonanno. Negli anni incapperà più volte nelle maglie della giustizia. Nel 1937 subì il primo arresto e quella volta con lui finì in carcere un altro mafioso di origini teramane Marco Reginelli. Fece numerosi viaggi dagli Stati Uniti verso l’Italia e si ritiene fosse il più fidato “messaggero” di Lucky Luciano (quando questi fu spedito nel nostro paese come “indesiderabile”). Nel 1963, pedinato dall’FBI e da carabinieri e polizia italiana, giunse in Italia ufficialmente per partecipare ad una cerimonia a Mosciano Sant’Angelo. In questa occasione organizzò un incontro, in una cena all'Hotel Riviera di Giulianova, a cui parteciparono, tra gli altri, Angelo Bruno Annaloro, Calogero Sinatra, James M. Salvatore e Damiano Cumella. Successivamente tornò negli Stati Uniti dove, nel 1967 in Arkansas, subì un altro arresto. Morì nel 1980.

Geremia Mancini – Presidente onorario “Ambasciatori della fame”
Foto: da "Philadelphia Organized Crime in the 1920s and 1930s" di Anne Margaret Anderson with John J. Binder

sabato 06 ottobre 2018, 00:56

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