Sixty. I "piani" della proprietà

Sindacati e lavoratori delusi dal vertice romano. Dubbi sul futuro dello stabilimento allo Scalo: chi sfrutterà i marchi?

Sixty. I "piani" della proprietà

VERTENZA SIXTY. DELUDE L'INCONTRO ROMANO. Sindacati e lavoratori delusi dall'incontro romano tenuto, questa mattina, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, con i vertici di Sixty Spa. L'azienda, come è noto, ha i libri in tribunale a causa del notevole debito accumulato con fornitori e banche, anche a causa della crisi del settore moda. La nuova proprietà, il fondo cino-panamense Crescent Hyde Park, non ha dato rassicurazioni sul futuro dello stabilimento di Chieti Scalo, dove la produzione resta praticamente ferma ed i 390 operai, che vi lavorano, sono in attesa di conoscere il loro destino. All'incontro c'era pure il Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio che ha epresso tutto il suo disappunto. «Avverto - spiega il sindaco di Chieti - una grande delusione per quanto riferito oggi, al tavolo tecnico, dalla nuova proprietà Sixty. I professionisti chiamati a rappresentare i nuovi azionisti, non so se scientemente, quasi mi viene da sperarlo, non hanno saputo dare risposte alle domande venute dal sottoscritto così come dagli altri partecipanti». Intanto, è stato annunciato un tavolo tecnico tornerà a riunirsi il prossimo 29 ottobre, sempre a Roma. 

IL PIANO DELL'AZIENDA. Stando a quanto riportato «il piano di salvataggio della Sixty Spa, evidentemente coerente con quello che verrà proposto al giudice del Tribunale di Chieti chiamato ad esprimersi sulla domanda di concordato, prevede per il sito produttivo di Chieti la presenza di 50/60 unità». Dunque, si prospetta, una drammatica riduzione della forza lavoro (-350 operai) con un grave danno a tutto il territorio teatinoIl tavolo tecnico tornerà a riunirsi il prossimo 29 ottobre 2012 a Roma. Alcune fonti parlano, addirittura, del fallimento della società, incapace di ripagare i debiti, e di una imminente riapertura in un capannone nel Comune di Collecorvino, in provincia di Pescara. A far propendere per quest'ultima ipotesi c'è da considerare il fatto che i marchi top "Miss Sixty" e "Refrigiwaer" (il vero valore di un'azienda che produce moda) sarebbero di proprietà di una terza società, vicina al fondo con sede alle Isole Cayman, e che ne garantirebbe lo sfruttamento commerciale. Sono solo ipotesi ma, come diceva qualcuno, "a pensare male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca".

Marco Beef

martedì 16 ottobre 2012, 15:47

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