Sgomberato condominio occupato da sei famiglie "morose" a Cappelle sul Tavo

Prosegue l'emergenza casa nel nostro Abruzzo. La palazzina era stata affittata del Comune di Montesilvano

Sgomberato condominio occupato da sei famiglie "morose" a Cappelle sul Tavo

SGOMBERATO CONDOMINIO A CAPPELLE SUL TAVO. I Carabinieri di Spoltore, insieme al personale della Questura di Pescara, reparti mobili della Polizia e dei Carabinieri, personale medico del 118, Vigili del Fuoco di Pescara e assistenti sociali del Comune di Montesilvano, hanno dato esecuzione allo sfratto di un’intera palazzina composta da sei unità abitative.

LA STORIA DELLA PALAZZINA. La storia ha avuto inizio nel 1999, quando il Comune di Montesilvano aveva preso in affitto l’intero edificio, di proprietà di privati, per la realizzazione di “case parcheggio”; nel corso degli anni, non essendovi stata da parte delle persone ivi domiciliate una giusta contribuzione alle spese come stabilito da contratto, il Comune, nell’anno 2005, aveva ricevuto il primo sfratto da parte dei proprietari. Essendosi, poi, aggravata nel corso del tempo la situazione debitoria lo stesso Comune di Montesilvano, nell’anno 2015, aveva richiesto al Tribunale di Pescara un provvedimento d’urgenza finalizzato a liberare tutti e sei gli alloggi occupati.

LE FAMIGLIE HANNO COLLABORATO. Questa mattina è stata, quindi, data esecuzione al provvedimento: l’intera procedura, grazie anche alla collaborazione delle famiglie ivi domiciliate, ha permesso il regolare sfratto di tutte le unità abitative. Il Comune di Montesilvano, al fine di agevolare la situazione di coloro che sono stati sfrattati, ha messo a disposizione uomini e mezzi che, a titolo gratuito, hanno liberato gli alloggi dando la possibilità di sistemare arredi e suppellettili provvisoriamente presso un garage di Montesilvano.

DE MARTINIS: "ATTO DOLOROSO MA DOVUTO". «Un’operazione complessa, frutto di un’alacre attività che ha caratterizzato gli ultimi mesi, con lunghi colloqui e la predisposizione degli atti necessari affinché tutto si svolgesse nel modo più fluido possibile». Così l’assessore alle politiche per la casa, Ottavio De Martinis annuncia l’importante operazione che questa mattina ha portato allo sfratto di 6 famiglie da una palazzina in Contrada Pignataro a Cappelle sul Tavo. L’immobile era stato preso in locazione dal Comune di Montesilvano, al fine di assegnare gli appartamenti in modo provvisorio a persone in condizioni di indigenza. Da moltissimi anni, tuttavia, le famiglie hanno perso il titolo per continuare la loro permanenza negli appartamenti. L’operazione di stamani, in collaborazione con il Comune di Cappelle sul Tavo, ha visto il coinvolgimento di un grande spiegamento di forze dell’Ordine e di soccorso, tra Polizia Locale, Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco, nonché Protezione Civile e 118. «Tutti gli occupanti degli alloggi - spiega l’assessore De Martinis, presente questa mattina sul posto – si trovavano in una condizione di morosità. Due appartamenti erano stati occupati senza titolo. Una degli inquilini, inoltre, ha rinunciato per ben due volte all’assegnazione di una casa popolare. Si è reso necessario, dunque, eseguire questo sfratto, anche al fine di riconsegnare l’immobile al legittimo proprietario. Tale operazione pone in questo modo un ulteriore tassello nel percorso che la nostra Amministrazione sta conducendo con grande impegno per ripristinare la legalità nell’ambito delle politiche per la casa. A ciò si aggiunga anche l’iter di razionalizzazione delle spese su cui quest’Amministrazione è molto sensibile. L’immobile sito a Cappelle sul Tavo, infatti, ha rappresentato sino ad oggi un costo annuo per le casse comunali di circa 40.000 euro. Non è più tempo, per un Ente, di continuare a sostenere spese che non siano giustificate per il bene della collettività. Le settimane che hanno condotto al risultato di questa mattina sono state utilizzate anche per permettere alle famiglie di trovare nuove sistemazioni. I nostri Servizi Sociali, inoltre, hanno individuato una sistemazione provvisoria per una mamma con il figlio minore. Abbiamo, messo a disposizione un locale dove poter conservare per circa un mese gli arredi dei proprietari che non sono riusciti a provvedere in altro modo ad una collocazione alternativa delle proprie cose. Quello di oggi è stato un atto doloroso - conclude De Martinis – ma necessario per garantire il rispetto dei diritti e tutelare i principi di legalità che devono rappresentare il cardine di ogni società».
 
Redazione Independent

lunedì 17 ottobre 2016, 15:47

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