Sfida alla crisi con startup innovative, e-commerce e Srl semplificate

In Abruzzo sono in crescita le persone che si mettono in proprio per superare la difficile congiuntura economica. Nell'articolo alcuni consigli

Sfida alla crisi con startup innovative, e-commerce e Srl semplificate
I momenti difficili che possono presentarsi nel corso della vita in genere hanno due facce, una buona ed una cattiva. Lo stesso si può dire della crisi economica che dal 2008 rovina le notti ed i pensieri di un vasto numero di italiani, giovani e non. La sua faccia cattiva altro non è che quella della disoccupazione, dei licenziamenti, della cassa integrazione, dei fallimenti, per non parlare della disperazione che questi eventi hanno causato e dei tragici gesti - purtroppo se ne contano ancora numerosi - compiuti da chi temeva di non poter più dare da mangiare alla propria famiglia o di perdere per sempre la dignità.

Ma la crisi ha anche una faccia buona, e la mostra soprattutto alle persone che non intendono lasciare l’Italia e anzi vogliono darsi da fare in un Paese difficile come il nostro, dove la burocrazia e la tassazione non incoraggiano affatto l’iniziativa individuale. Grazie alla crisi, infatti, molti italiani in età da lavoro, laureati e diplomati, disoccupati oppure occupati con contratti precari, hanno iniziato ad osservare la situazione da un’angolazione diversa e a capire che, forse, una via d’uscita poteva esserci.

Da una ricerca degli esperti di Servizio Contabile Italiano emerge come il sensibile aumento di richieste per apertura partite IVA (fenomeno che vede protagonista da qualche anno anche l’Abruzzo) è un chiaro segnale lanciato da persone con un’idea potenzialmente vincente che vogliono uscire dalla condizione di precari-dipendenti, ribaltare il tutto per trasformarsi in capi di sé stessi e, soprattutto, in possesso di un obiettivo da mettere in atto che all’improvviso appare molto più importante di qualsivoglia aumento di stipendio o promozione.

In Abruzzo l’apertura della srl semplificata è stata un vero e proprio successo, esattamente come in altre regioni d’Italia, questo perché tutti coloro che avevano perso il lavoro - o prevedevano di restare senza contratto nel giro di poco tempo - hanno deciso di giocarsi il tutto per tutto e di mettersi in proprio, provando a realizzare un sogno. Certo, mettere su un’attività non significa solamente avere un sito web da aggiornare una volta la settimana o andare presso lo studio di un commercialista di tanto in tanto; richiede la capacità di essere presenti su più fronti, di capire il proprio mercato ed i competitor principali, di saper gestire i conti, nonché i margini di guadagno e capire quali possano essere le prospettive di crescita del business nel breve e nel lungo periodo.

La lista è a dir poco infinita, ma si potrebbe sintetizzare così: mettersi in proprio e mandare avanti un’attività versandoci sopra sudore, risorse, tempo ed energie non è un gioco da ragazzi; richiede molta organizzazione, un’ottima visione generale del settore di riferimento, voglia di lavorare duramente e di mettersi al servizio del business, e soprattutto tanta determinazione nel far crescere la propria azienda. Ciascuna di queste caratteristiche è determinante per far sì che la propria attività possa decollare e trovare lo spazio che merita nel segmento di mercato di riferimento.

Dati alla mano, in Abruzzo e nel resto d’Italia il record negativo per il fallimento di attività imprenditoriali è detenuto dagli e-commerce: nella gran parte dei casi, infatti, si tratta di attività lanciate da persone che pensavano di potersela cavare grazie ai numerosi strumenti offerti dal web o al passaparola e che invece, forse per mancanza di adeguate conoscenze del mercato e assenza di un business plan ben strutturato, hanno fatto un clamoroso buco nell’acqua.

Redazione Independent

martedì 26 maggio 2015, 17:25

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