Sequestrate 4 slot machine taroccate. Titolare nei guai per frode

Le macchinette mangiasoldi non erano collegate all'Erario. Ogni singola giocata finiva direttamente nelle tasche del gestore di un bar di San Salvo

Sequestrate 4 slot machine taroccate. Titolare nei guai per frode

SAN SALVO: SEQUESTRATE QUATTRO NEWSLOT DA GIOCO DI INTRATTENIMENTO. Le Fiamme Gialle teatine, confermando il loro impegno ordinario a tutela della fiscalità dei giochi, hanno eseguito un’operazione a largo raggio nel settore della disciplina degli apparecchi e dei congegni automatici, semiautomatici ed elettronici da intrattenimento e da gioco di abilità, che ha permesso di sequestrare 4 apparecchi, 5.000 euro in contanti e denunciare 2 persone.

L’azione di controllo e di contrasto del Corpo si pone quale scopo sempre quello di garantire il gettito erariale allo Stato che deriva dal Prelievo Erariale Unico e di tutelare il mercato legale da ogni forma di concorrenza sleale.

Sono state accertate a San Salvo (CH), all’interno di un noto bar, illecite attività ludiche costituenti vero e proprio gioco d’azzardo, condotto da avventori abituali e non, i quali tentavano la “loro fortuna” inserendo denaro in congegni elettronici non certamente predisposti per elargire ricchezza.

Tali macchinari, infatti, sono risultati essere “taroccati” a favore del titolare del locale commerciale.

I macchinari (slot machines) sembravano apparentemente dei normali ed innocui giochi da intrattenimento, ma da un accurato e certosino controllo è stato riscontrato che, all’interno degli apparecchi, era stata occultata, in un doppio fondo posto alla base del mobile, una scheda aggiuntiva. In particolare la scheda, regolarmente connessa al sistema nazionale, era a sua volta collegata ad una seconda scheda che agiva in sostituzione di quella ufficiale. Ciò permetteva al contatore installato sulla scheda ufficiale e conforme di non funzionare correttamente ed i dati registrati (le giocate) non venivano comunicati al sistema telematico nazionale, permettendo così al proprietario di celare all’erario i reali introiti. Con questo stratagemma il congegno si trasformava in una macchina mostruosa “mangiasoldi” dove si potevano effettuare ingenti puntate in denaro, di gran lunga superiori a quelle previste e regolate dalla legge.

Sono in corso indagini per verificare l'eventuale coinvolgimento di ulteriori soggetti, nonché approfondimenti sulla posizione fiscale dei proprietari dei dispositivi da gioco per l'eventuale proposta di recupero a tassazione dei redditi derivanti dall'illecita attività.

Redazione Independent

mercoledì 13 maggio 2015, 09:18

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