Sentenza storica su Bussi: chi inquina paga. Il Consiglio di Stato condanna Edison

Il colosso dell'energia dovra' pagare il costo della bonifica del sito industriale al centro delle polemiche da anni

Sentenza storica su Bussi: chi inquina paga. Il Consiglio di Stato condanna Edison

SENTENZA STORICA DEL CONSIGLIO DI STATO: CHI INQUINA PAGA. Una sentenza che possiamo definire storica del Consiglio di Stato ha condannato il colosso dell'energia Edison al pagamento dei costi di bonifica per il sito industriale inquinato a Bussi, da anni al centro di polemiche e inchieste. Questo giornale tra i primi ad occuparsene quando, nel 2007, venne scoperta attraverso una indagine della Guardia Forestale di Pescara la 'discarica dei veleni', migliaia di tonnellate di rifiuti tossici interrati a poca distanza dalle sorgenti del fiume Pescara. Al momento sono stati stanziati 50 milioni di euro per la bonifica del sito da parte dello Stato, denaro che a questo punto verrà pagato da Edison.

Le dichiarazioni di Legambiente:

Giuseppe Di Marco, presidente Legambiente Abruzzo - fa breccia come un raggio di sole primaverile in questo particolare momento di emergenza sanitaria che ci sta riportando con forza a rivedere le nostre azioni e ripensare i nostri modelli economici e sociali nell’ottica di un riequilibrio sempre più urgente e necessario del rapporto fra attività umana e ambiente. Ed è un passo importante verso la bonifica totale di quelle aree.>>

Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente - sancisce giustamente il principio comunitario “chi inquina paga” troppe volte calpestato nella storia italiana. Per chi come noi da 40 anni opera sul territorio nazionale, non solo nei tribunali, "in nome del popolo inquinato" è una bella notizia in un periodo storico difficile. Dopo aver ottenuto nel 2015 l'approvazione della legge sugli ecoreati che ha inserito i reati ambientali nel codice penale, grazie a 21 anni di lavoro associativo, e dopo essere riusciti a far chiudere cicli produttivi inquinanti in tante aree industriali, non è ancora finito il lavoro. È fondamentale, a Bussi come negli altri siti di interesse nazionale o regionale, procedere velocemente al risanamento delle aree inquinate. Sarebbe un atto di giustizia per territori maltrattati da un'industria senza scrupoli e di ripartenza anche sotto il punto di vista occupazionale grazie alle attività di bonifica. Continueremo a dare il nostro contributo in questa direzione.>>

Redazione Independent

martedì 07 aprile 2020, 15:54

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