Sempre meno credito alle imprese artigiane abruzzesi

Con il -7% la regione è penultima in Italia. Giangiulli: "Sbloccare immediatamente i fondi europei"

Sempre meno credito alle imprese artigiane abruzzesi

Sempre meno credito alle imprese artigiane abruzzesi: a marzo 2015, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, si registra una flessione di ben 78 milioni di euro, pari al -7%, a fronte di uno stock, comprensivo delle sofferenze, di 1.038 milioni di euro concesso al comparto. L’Abruzzo, insieme al Friuli Venezia Giulia, è al penultimo posto della classifica nazionale, chiusa dal Molise (-8,2%). E' quanto emerge da un'elaborazione di Confartigianato Abruzzo, che ha analizzato i dati del rapporto sul credito alle imprese artigiane curato dal Centro studi nazionale.

A livello territoriale, in tre province su quattro - Pescara, Chieti e Teramo - la flessione è superiore al -5% registrato in media a livello nazionale. Il calo dei prestiti all'artigianato, al lordo delle sofferenze, è stato più accentuato in provincia di Teramo, che registra erogazioni pari a 287 milioni di euro, con un calo del 9,9% rispetto al marzo 2014. Seguono la provincia di Chieti (311 mln, -7,2%) e quella di Pescara (240 mln, -5,5%). L'Aquila, con 200 milioni e il -3,8%, è l’unica provincia abruzzese a far registrare un calo inferiore rispetto alla media nazionale.

I dati sono ancora più allarmanti se si analizza la serie storica della dinamica tendenziale dei prestiti all’artigianato, sempre negativi rispetto al marzo 2013 ed in peggioramento dallo scorso trimestre a livello regionale e in tutte le province.

Per quanto riguarda l'analisi dei tassi applicati, a marzo 2015 i dati sui tassi attivi effettivi sui finanziamenti per cassa a imprese non finanziarie, riferiti ad operazioni in essere e a rischi autoliquidanti e a revoca, indicano che un'impresa in Abruzzo paga mediamente un tasso del 7,06%, in diminuzione di 68 punti base rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Il dato colloca la regione al settimo posto della graduatoria nazionale. E' la provincia dell'Aquila ad avere i tassi più alti (8,03%, in discesa di 71 punti base); seguono Teramo (7,36%, – 48 punti base), Pescara (7,24%, – 46 punti base) e Chieti (6,37%, - 91 punti base).

“Sollecitiamo la Regione Abruzzo – afferma il direttore regionale di Confartigianato, Daniele Giangiulli – affinché destini al più presto i fondi residui della vecchia programmazione europea 2007/2013 alle politiche di sostegno dell’accesso al credito delle Pmi abruzzesi. Non si può più attendere, dobbiamo fare in fretta perché le imprese sono allo stremo, soprattutto in queste settimane in cui le scadenze fiscali assorbono la poca o quasi nulla liquidità rimasta nelle disponibilità degli imprenditori”.

Redazione Independent

giovedì 06 agosto 2015, 13:59

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