Sehnsucht o "Mal di Germania"

Il concetto fondamentale del romanticismo tedesco spiegato ai lettori di Abruzzo Independent. Un excursus su quello che è stato è poteva essere: ossia il desiderio di desiderare

Durante la mia carriera scolastica tra gli studi di filosofia e di lingue e letterature straniere l’argomento Sehnsucht ha trovato ampio margine, ma la spiegazione che ho imparato e che elargivo ai rispettivi prof era più meno la seguente: “l'uomo, essere finito, tende all'infinito, cioè è alla costante ricerca di un bene o di un piacere infinito, mentre nel mondo finito a sua disposizione non trova che risorse limitate, per questo si rifugia in un’interiorità o in una dimensione che lo spinge ad oltrepassare i limiti. Questo fa sì che l'uomo senta un vuoto, una mancanza, che lo relega in una inevitabile situazione di infelicità.”
 
Ma in realtà c’era qualcosa che non andava nella domanda posta: Cosa esprime il concetto di Sehnsucht nel Romanticismo?
 
Attenzione!! Si parla di concetto e non di sostantivo: esso appartiene infatti ad una delle tante parole composte del vocabolario tedesco che esprime appunto un concetto, difficilmente traducibile in italiano, e non un mero significato associato ad un singolo vocabolo. La lingua tedesca è ricca di tali parole, composte, dalla molteplice accezione, a cui si associa spesso un modo di pensare, che è proprio quello che me l’ha fatta amare. E’ difficile pensare che da una lingua da un suono apparentemente così duro e ostile e con parole così lunghe e incomprensibili, scaturiscano invece espressioni con così molteplici emozioni. Sarà forse per via dell’origine romantica che un linguaggio ha la capacità di penetrare a fondo la realtà…. Sehnsucht, parola chiave del Romanticismo tedesco nonché titolo di un famoso album dei Rammstein è composta dal verbo “sehnen” letteralmente desiderare con struggimento e “suchen” cercare. Si fondono in un unico lemma per dare nome ad un sentimento ardente, in cui si nasconde allo stesso tempo la nostalgia per l’oggetto del desiderio, che provoca esso stesso dolore.
 
Sehnsucht vertseckt sich wie ein Insekt im Schlafe merkst du nicht dass es dich sticht glücklich werd ich nirgendwo (Rammstein)
 
Il desiderio si nasconde
Come un insetto
Nel sonno te ne accorgi
Che ti punge
Non sarò felice da nessuna parte
 
Il sostantivo del verbo “suchen” inoltre ha un altro significato “die Sucht” la dipendenza, dipendere quindi dal desiderio e dal dolore che esso provoca; ricercarlo quindi all’infinito.
 
Un altro termine tedesco simile per natura e che io ho sempre fatto mio durante la mia trasferta germanofona è Heimweh. Anch’esso viene spesso tradotto in maniera semplicistica con “nostalgia”, ma in quelle due parole fuse insieme si abbracciano due idee di ben più forte significato “Heim” la casa natia, la patria, il posto a cui si appartiene e “weh” il dolore o meglio quella sensazione che ti stringe la gola e lo stomaco, familiare solo a coloro che hanno vissuto lontani dalla propria “Daheim” .
 
Ecco quindi la differenza fondamentale tra i due termini: Sehnsucht il desiderio per qualcosa che in realtà non conosci ancora, ma a cui aspiri, un desiderio sconosciuto che ti spinge a cercare, a trovare qualcosa che potrà non avere mai fine rispetto ad Heimweh, nostalgia per qualcosa di passato, una sensazione, un oggetto, un luogo familiare.
 
E tra questi due sentimenti che altalena la mia vita: tra il costante desiderio alla mia vita in Germania e l’eterno pensiero rivolto ad un “se fossi rimasta…” e alla radicata nostalgia verso la tanto disprezzata ma amata terra dei cachi, la terra dei miei cari…
 
S.D.F

lunedì 13 ottobre 2014, 15:49

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