Scoppia la questione portuale: l'Abruzzo dei Porti non conta assolutamente nulla

La Riforma approvata dal Governo Renzi ha visto Pescara e Ortona sottomesse all’Autorità portuale di Ancona. Vasto scompare dalla geografia portuale

Scoppia la questione portuale: l'Abruzzo dei Porti non conta assolutamente nulla

SCOPPIA LA QUESTIONE PORTUALE: L'ABRUZZO DIVISO NON CONTA NULLA. La questione, a nostro modestissimo giudizio, è sempre la stessa. Il campanilismo non ci ha portato da nessuna parte ed è lui (l'odioso campanile) il primo nemico dell'Abruzzo responsabile dei questo atroce deficit infrastrutturale che è devastante per l'economia di un territorio naturalmente votato al turismo. Inoltre, coi tempi che corrono, la "volontà" di dividersi anzichè unire le forze è stata poco saggia ed ha prodotto anche in ambito portuale quelle situazioni gravissime di cui andremo a raccontarvi. Il porto di Ortona  - che doveva essere la nostra perla - e quello insabbiatissimo di Pescara - eterno irrisolto - sono finiti dentro l’autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale di Ancona nell'ambito della riforma portuale voluta da Renzi e di fatto rappresentano una sorta di innegabile declassamento visto che l'auspicio era altrove (Civitavecchia). Il delegato in pectore Camillo D. da Arielli, colpito nel vivo dalle parole al fuoco dell'opposizione che parla di "fallimento conclamato della politica dafonsista", annuncia però vibrante battaglia. "Consiglio  agli esponenti di Forza Italia - si legge nella lettera dell'ex sottosegretario - di non sfruttare tutte le occasioni per tentare di dimostrare la propria esistenza in vita su argomenti che sembrano non conoscere. Avevano ipotizzato sventure sul dragaggio del porto di Ortona, e sono stati smentiti dai fatti. A differenza del governo regionale di cui essi hanno fatto parte, quando la Giunta regionale D’Alfonso si muove, conta e porta a casa i risultati e anche in questo caso, come sempre, verrà rispettata la volontà dell'Abruzzo. Ribadiamo la scelta di Civitavecchia, fatta da noi, ma in 66 mesi di governo Chiodi, la ex Regione Abruzzo si era mai candidata a essere alleata con qualcuno ? Vuoto totale, altro drammatico ritardo. Ancora più grave è il fatto che nei lunghi anni avuti a disposizione Forza Italia non sia riuscita ad inserire i porti abruzzesi di rilevanza nazionale almeno in una delle autorità portuali, facendoci escludere dalla distribuzione della torta dei finanziamenti. Intanto è positivo il fatto che siamo stati ricompresi nelle autorità portuali, cosa mai avvenuta in precedenza e oggi, se gli esponenti di Forza Italia studiassero, capirebbero che con il percorso in Conferenza delle Regioni e nelle commissioni parlamentari è possibile modificare il decreto. Noi lavoriamo alla modifica del provvedimento, nel quale sarà garantita la volontà e la scelta strategica della Regione Abruzzo, perché faremo valere le nostre ragioni politiche e di legittimità giuridica. Le chiacchiere le lasciamo agli altri". Già. Però che dire, a pochi mesi dall'inizio di una nuova stagione estiva, dei ripetuti flop nei collegamenti via mare con i Balcani? Noi di AbruzzoIndependent.it riteniamo e ritenevamo che l'Abruzzo, unito e concentrato negli investimenti in un'unica infrastrttura, sarebbe potuto diventare la porta verso est che oggi è occupata da Ancona a Nord o Brindisi al Sud. Ma la miopia, e appunto il campanilismo, fanno solo danni  e noi siamo soltanto un giornale che fa giornalismo "impegnanto" con tutti i limiti del caso.

Redazione Independent

venerdì 22 gennaio 2016, 17:36

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