Scintille al Sanitopoli in attesa del verdetto della Corte d'Appello

Le arringhe dei difensori di Luigi Conga e Sabatino Aracu minano la credibilità del 'grande accusatore' Enzo Maria Angelini

Scintille al Sanitopoli in attesa del verdetto della Corte d'Appello

SCINTILLE AL SANITOPOLI IN ATTESA DEL VERDETTO D'APPELLO. Alla Sanitopoli d'Abruzzo è alle battute finali il processo di secondo grado presso la Corte d'Appello di L'Aquila. Ieri è toccato alle difese degli imputati Luigi Conga e Sabatino Aracu replicare alle richieste della procura di Pescara che aveva chiesto per entrambi la conferma del verdetto del luglio 2014. Sia l'avvocato Cristiana Valentini (difesa Conga) che Francesco Carli (difesa Aracu) hanno puntato la loro arringa sulla credibilità del grande accusatore, Enzo Maria Angelini, ex patron della sanità abruzzese, che aveva rivelato ai giudici di avere pagato tangenti alle giunte regionali di centrodestra e di centrosinistra per 15 milioni di euro.  Si torna in aula venerdì, con il clou: le difese dell'ex presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco, del segretario alla presidenza Lamberto Quarta e dell'ex sindacalista Camillo Cesarone. La sentenza è attesa per la fine dell'anno.

IL VERDETTO DI PRIMO GRADO. Il tribunale di Pescara decise, il 22 luglio 2013, di condannare: Ottaviano Del Turco a 9 anni e 6 mesi per corruzione; Cosenza Pierluigi ad 1 anno e 6 mesi di reclusione per concorso in falso in atto pubblico; Enzo Maria Angelini 3 anni e 6 mesi per corruzione; Luigi Conga 9 anni di reclusione per corruzione (costrinse Angelini a consegnargli in più circostanze 4.450.000 in contanti); Antonio Boschetti 4 anni di reclusione per corruzione; Bernardo Mazzocca 2 anni di reclusione; Lamberto Quarta 6 anni 6 mesi di reclusione per corruzione; Camillo Cesarone 9 anni di reclusione per corruzione; Francesco Di Stanislao 2 anni di reclusione; Aracu Sabatino 4 anni di reclusione per corruzione; Villa Pini Srl condannata al pagamento di 400 quote (300 quote di sanzione base) del valore di 500 euro ciascuna, pari alla somma di 200mila euro. Il dispositivo ha previsto anche il risarcimento dei danni non patrimoniali cagionati alla parte civile costituita dalla Regione Abruzzo, stabiliti in 10 milioni di euro, in conseguenza dei reati: l'ex presidente Ottaviano De Turco dovrà pagare la quota del 30% del danno. 

Redazione Independent

martedì 27 ottobre 2015, 11:57

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