STAY HUNGRY, STAY FOOLISH!

Un racconto 'superblues' scritto al termine di una notte alcolica sprofondata nell'io

STAY HUNGRY, STAY FOOLISH!

Dirò la Verità.

E’ un periodo carico di nubi
e riflessioni.

Per essere del tutto
sincero, ieri ho bevuto litri di vino bianco dalla sicura provenienza Italiana,
mangiato chili di ostriche dalla dubbia provenienza Francese e per concludere
ho ingurgitato 5 o 6 caipiroske accompagnate da effimera musica Brasiliana di
cui non ricordo il sapore se non per il trasudare dalle gengive spremute dalla
mia lingua della SovieticaVodka.

Questo per dirti che non
sono così nobile come potresti pensare leggendo le mie parole.

Questa mattina, come faccio
da un po’ di tempo, mi sono svegliato verso le 5.00 A.M.  come dite voi Anglosassoni, con un pensiero
fisso in mente, secco, deciso, liberatorio, dirompente ed illuminato.

Il pensiero dell’unica
cosa che ci rende diversi dalle bestie e forse per colpa di questo miscuglio di
veleni, mi sono catapultato in uno di quei coloratissimi documentari sui
felini, uno di quelli narrati dalla famiglia Angela, tu forse li avrai visti
con immagini tridimensionali su Discovery Channel, ma comunque veniamo a noi.

Immaginavo questi gattoni
intenti a procacciarsi il cibo per soddisfare la propria fame, il proprio
bisogno di sazietà e mi sono chiesto hai mai visto uno spezzone in cui un
felino piange?

Lo so pensiero stupido e banale per una mente eccelsa come
la tua, beh la risposta lo è ancora di più!

Eccolo il punto!

Noi piangiamo non solo per
la fame del nostro corpo e sono molto più cariche e amare le emozioni liquide
che buttiamo a secchiate per la fame della nostra  che i latini chiamano anima, i greci ànemos,
tu diresti soul io mescolando greco e latino da buon napoletano chiamo anema.

Te lo immagini il mondo
cosparso di gatti senza lacrime? Che pianto!

Noi siamo vivi perché la
parte più intima di noi ha fame, fame di Amore, Conoscenza, Sofferenza,
Sorrisi, Schiaffi, Carezze, di Perdersi, Ritrovarsi, Incupirsi, Rasserenarsi,
di Vivere e in ultimo di Morire per poi Resuscitare.

Sai, me la immagino come un
grosso manichino di pezza senza organi e vene solo larghissime arterie che
appendiamo in un vecchio armadio e che ogni tanto ricacciamo per strapparlo o
ricucirlo a nostro piacimento.

Tu forse la vedi come uno di
quei primi cumuli di ferraglie e fili a cui ti dedicavi da bambino e che ogni
tanto sbattevi contro la parete per poi raccoglierlo e rimetterlo insieme pezzo
per pezzo.

Eccoti Forza!

Vivere! Quella Forza che è
venuta meno, la follia di buttarsi, non aver paura di soffrire e di essere
sconfitti.

E’ proprio questa fobia che
ci oscura le cose.

Ti sembrerà strano, ma è
proprio qui che intervieni tu, non so con esattezza chi sei, la grandezza delle
tue scoperte ed ignoro la forza delle tue invenzioni, quello strano
marchingegno di numeri e plastica a forma di mela.

Tempo fa in una mattina di
fosca felicità mi sei apparso e credo non per caso e ti ho sentito pronunciare
le parole: stay hungry! stay foolish!

Immobilizzato dalle scariche
elettriche che correvano sulla mia pelle chiesi allo spettro che mi stava
accanto chi mai tu fossi?

Pensavo tu fossi morto e che
quello era una sorte di epitaffio, ora che lo sei voglio dirti che le tue
parole riecheggeranno sempre nella mia mente.

D’ora in poi sarò talmente
folle da dare ristoro alla mia anima affamata.

Grazie Steve

                                                                                 

                                                                         Folli saluti 

mercoledì 31 dicembre 2014, 12:54

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venerdì 02 dicembre 2011, 20:50

ludovica tieri

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venerdì 14 ottobre 2011, 11:38

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