Rinviato a giudizio l'ex presidente Sasi Scutti per presunto falso in bilancio

Conferenza stampa a Lanciano dell'onorevole Fabrizio Di Stefano: "Nonostante il ritiro della querela, è valso il principio dell' obbligarietà del procedimento"

Rinviato a giudizio l'ex presidente Sasi Scutti per presunto falso in bilancio

SASI: TRIBUNALE RINVIA A GIUDIZIO X PRESIDENTE. “Abbiamo appreso del rinvio a giudizio dell' ex Cda della Sasi con a capo il Presidente Scutti, accusato di presunto concorso in false comunicazioni nel bilancio 2010”. E' quanto ha dichiarato questa mattina l'on. Fabrizio Di Stefano nel corso di una conferenza stampa convocata a Lanciano. “Il rinvio a giudizio – ha spiegato Di Stefano - deriva da una denuncia penale inoltrata dalla ISI, e relativa al bilancio 2010, che i sindaci di centrodestra, nelle varie assemblee, hanno giustamente deciso di non votare. Per tale denuncia infatti i membri del CdA avevano ricevuto un avviso di garanzia, ma prima del 3 Novembre 2014, l'avv. Antonucci, Presidente della ISI, l' ha ritirata in cambio di una liquidazione, una tantum, nei confronti della ISI da parte della SASI di 30.000 euro. Ma, poiché la denuncia era penale, nonostante il ritiro della querela, è valso il principio dell' obbligarietà del procedimento. Successivamente il Presidente della ISI, avv. Antonucci, è stato nominato Commissario Liquidatore della ISI; liquidazione che durerà per diversi anni. Ci potrebbero poi anche essere – ha concluso il Parlamentare- aspetti da Corte dei Conti poiché, la transazione è avvenuta nonostante ci fosse in essere una sentenza.  Ma quello che ci preme sottolineare è che la bolletta è aumentata di circa l' 80%, passando dagli 85 centesimi all'attuale 1.55 euro per mc3 d'acqua, ed in virtù di questa situazione, potrebbe aumentare ulteriormente. I sindaci di centro destra hanno avuto ragione nel non voler votare quei bilanci e gli appelli fatti nei confronti degli amministratori di centro sinistra , in primis Pupillo e La Penna, non erano provocazioni nè propaganda, nè tanto meno sorda opposizione, ma il tentativo di salvaguardare un bene pubblico primario. Tale sordità infatti, unitamente all'impossibilità di chiudere il prossimo bilancio senza deficit , rischia di pesare ancora di più sulla bolletta e, quindi, sui cittadini”.

Redazione Independent

venerdì 20 marzo 2015, 17:01

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