Rimborsopoli. Caro Chiodi la prossima volta lascia la carta in hotel

La Regione Abruzzo è con le pezze "al beep" quindi stop agli amministratori che vogliono fare gli "splendidi" offrendo a tutti

Rimborsopoli. Caro Chiodi la prossima volta lascia la carta in hotel

LA REGIONE DEGLI "SPLENDIDI" CON LE PEZZE AL BEEP. La vicenda "Rimborsopoli" penalmente non sembra qualcosa di mostruoso come, al contrario, è stata invece "Sanitopoli". E' vero che, anche in questo caso, le accuse di truffa ai danni della Regione Abruzzo e peculato sono gravissime per chi occupa un ruolo istituzionale. Però fatte le dovute eccezioni, che ci sono, la maggior parte degli indagati (sono in totale 25) dovrebbe uscire dall'inchiesta della procura di Pescara e non essere rinviata a giudizio. Del fascicolo parallelo, quello delle "pulci" ai conti dei gruppi consiliari, titolari dell'inchiesta i magistrati Bellelli e Di Florio, ne parleremo in altra circostanza.

La questione, comunque la si voglia mettere, è la seguente: il malcostume e l'uso disinvolto del denaro della collettività da parte di chi ci rappresenta. E' vero che la legge consente rimborsi a piè di lista, una diaria per le missioni istituzionali e bla bla. Ma consentire, ai tempi della crisi più feroce del dopoguerra, hotel superlusso e cene luculliane in ristoranti romani, sanremesi, veneziani, canadesi, sudamericani, austriaci o dove vi pare, pagati dai nostri splendidi amministratori ad ospiti e conviviali vari non ci piace. Non è corretto nei confronti degli abruzzesi. Non è giusto verso quegli italiani che con la stessa cifra, magari per una sola notte a Roma, ci porta a San Valentino la propria compagna a Parigi (andata e ritorno).

Insomma, il senso del messaggio che vorremmo mandare a Gianni Chiodi, che ci pare una brava persona, a chi per lui, e a quei "fenomeni" che ci saranno dopo (augurandoci che essi non figuri Bruno Vespa, come abbiamo sentito dire questa mattina) è: l'abruzzese è sì forte e gentile, ma oggi siamo con le pezze "al beep", e quindi la prossima volta che si è al ristorante con ambasciatori, sottosegretarie, veline, ministri etc etc, per quelle concretissime missioni istituzionali, usate l'astuzia e finta di avere lasciato la carta di credito della Regione Abruzzo in hotel.

Non faremo certo un figurone davanti ai pari di regioni più ricche: come il Lazio, il Piemonte, l'Emilia Romagna, il Veneto o la Lombardia. Probabilmente verremo additati come "barboni" ma, in questo contesto storico, gli abruzzesi capirebberero. E ve ne saranno grati.

Tradotto in linguaggio un pò volgarotto ricordiamo che è troppo facile "essere gaio con il popò degli altri".

Marco "Senza Carta" Beef 

venerdì 14 febbraio 2014, 10:06

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