Rimborsopoli. Ancora una volta l'Abruzzo protagonista

I commenti degli indagati Chiodi, Sospiri, Masci e Casramanico. M5S chiede le dimissioni

Rimborsopoli. Ancora una volta l'Abruzzo protagonista

FOLLIA. Parafrasiamo ancora una volta il nostro subdirettore Marco Manzo per commentare con la parola "follia" ciò che sta accadendo in queste ore nel nostro "bell'Abruzzo". Ci riferiamo, ovviamente, agli avvisi di garanzia che la Procura di Pescara ha inviato agli esponenti della giunta Chiodi nonchè ad alcuni membri della minoranza, e al conseguente diluvio di reazioni e commenti che già ci ha investito. Ne abbiamo raccolti alcuni per voi. Iniziamo dal governator: "Ancora non so precisamente di che cosa si tratti perché non ho ricevuto l'avviso di garanzia - ha dichiarato Gianni Chiodi - Ho capito che si tratta di rimborsi e, da quello che si apprende, sembrano cose che possono essere spiegate ampiamente, non è come avvenuto nel resto dell'Italia. Io non compilo rimborsi sulle visite istituzionali, credo che si possa spiegare tutto", e poi una battuta sarcastica: "Prima o poi in Abruzzo doveva arrivare, è un trend nazionale. Ricordo comunque che sono stato colui che ha ridotto del 75% le spese di rappresentanza rispetto alla precedente Giunta".

SOSPIRI: "E' INIZIATA LA CAMPAGNA ELETTORALE". Il consigliere regionale Lorenzo Sospiri ha addirittura pubblicato su Facebook il suo avviso di garanzia, spiegando: "2010, 3 giorni al vinitaly stand regione Abruzzo totale spesa 652: benzina Pescara-Verona circa 200, autostrada circa 80, mangiare circa 80, dormire 110 euro circa, indennità circa 100, totale 572 euro autorizzati, differenza 82 euro. Per non aver specificato che c'erano i collaboratori autorizzati, per 82 euro, mandi un avviso di garanzia? Chiedere prima no? Ops, è iniziata la campagna elettorale", conclude Sospiri buttandola sul politico. Poi aggiunge: "Le contestazioni, prima che insussistenti nel merito, si presentano fantasiose e inidonee a reggere qualsiasi vaglio e approfondimento". Il vicegovernatore Alfredo Castiglione, invece, si dice "sereno come tutti i colleghi: ognuno continuerà a fare il suo lavoro serenamente e dimostreremo tutta la nostra onestà, correttezza, attenzione e sensibilità. Nel frattempo completeremo la nostra profonda azione riformatrice, senza indugi, senza spaventarci o lasciarci intimidire o intimorire".

MASCI: "IL MIO PRIMO AVVISO DI GARANZIA". C'è sempre una prima volta. E così l'assessore regionale Carlo Masci dichiara candidamente: "Oggi ricevo, dopo 19 anni di attività politica, il mio primo avviso di garanzia. Mi vengono contestate 9 ricevute di ristoranti di Roma per importi che variano da 49 a 73 euro per consumazioni effettuate in occasione delle mie 80 visite istituzionali nella capitale per conto della Regione dal gennaio 2009 al dicembre 2011, per un totale di circa 500 euro. Sostengono i pm che le 9 ricevute non sarebbero per un pasto cadauna, così come in esse indicato, bensì per due. L'altra contestazione riguarda il fatto che nei moduli delle missioni (quasi tutte a Roma alla Conferenza delle Regioni, su delega del Presidente), predisposti come da prassi dagli uffici regionali, vi e' soltanto la frase generica "missione istituzionale" e non la motivazione della stessa. Questa genericità, derivante da una prassi degli uffici regionali risalente nel tempo, costituirebbe, a detta dei pm, un reato". Fondamentalmente Masci non esprime alcun giudizio, ma lascia che siano gli altri a farsi un'idea dopo la sua esposizione dei fatti.

CARAMANICO: "SONO SERENO". L'inchiesta questa volta è bipartisan, visto che tra gli indagati figurano anche personaggi del centrosinistra. Come il consigliere regionale Franco Caramanico (Sel): "Ieri, nel tardo pomeriggio, mi sono recato dai Carabinieri di Pescara che mi hanno notificato l'avviso di garanzia. I fatti oggetto di indagine sono relativi a un viaggio in Canada, tenutosi dal 10/02/2010 al 15/02/2010, dove andai insieme al presidente del consiglio regionale Nazario Pagano, per partecipare ad un'iniziativa con Sergio Marchionne per la raccolta di fondi per il terremoto. I fatti che mi contestano sono i seguenti. Nell'esibire le ricevute fiscali rilasciate dalla struttura ricettiva e dai ristoranti ho omesso di indicare che: - ho alloggiato in un hotel di lusso; - i pasti da 11,77€ e 68,18€ erano stati rispettivamente consumati da 4 e 3 persone. 1. Premesso che mai nella mia vita, e ancor più nella mia carriera politica, ho scelto di soggiornare in hotel di lusso, in questo caso la prenotazione fu fatta dagli organizzatori dell'incontro (e non da me e dai miei collaboratori). 2. Ho consegnato le ricevute alla Regione che ha provveduto a rimborsarmi, ma mi si contesta che non ho specificato il numero di persone che hanno beneficiato dei pasti (deducibile dagli scontrini). Il 12 febbraio sarò interrogato e avrò modo di chiarire ogni dubbio. Sono sereno".

LE CRITICHE DI D'OTTAVIO E VACCA. L'assessore provinciale Angelo D'Ottavio, che non figura tra gli indagati, interviene sull'argomento mostrandosi critico: "Probabilmente, prima di avviare una procedura così complessa e "costosa", sarebbe stato meglio fare verifiche più approfndite. sono certo che si tratti della solita bolla di sapone utile solo ad alimentare invidie e gelosie (a spendere anche un po' di soldi pubblici in indagini e intercettazioni, oltre che a impegnare le forze dell'ordine che non potranno prevenire reati "veri" perchè impegnate a notificare provvedimenti e indagare su costi che variano da 40 a 100 euro) e funzionale ai poveri di idee e di proposte che avranno un po' di argomenti a disposizione per azionare la bocca o scrivere qualcosa". L'on. Gianluca Vacca (M5S) invece si chiede: "Questa non era la giunta della trasparenza e della legalità? E' per questo che volevano governare a tutti i costi dopo la scadenza del mandato, perchè sapevano della bufera giudiziaria in arrivo? Questa classe politica non riesce a far altro che avere guai con la giustizia". E, naturalmente, tutto questo è follia.

Federico Di Sante

venerdì 24 gennaio 2014, 14:00

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