Reti d'impresa: una soluzione?

Unicredit: battere la crisi con la competitività. Ma ci sarà redistribuzione della ricchezza e ripercussioni sociali

Reti d'impresa: una soluzione?

RETI D'IMPRESA - "E' ciò che emerge dal rapporto 2011 dell'Osservatorio Unicredit sulle reti d'impresa presentato ieri presso Confindustria Chieti, - afferma il vice presidente della Regione, Alfredo Castiglione - che conferma ancora una volta come la crescita economica nasce dalla sinergia. E le Reti di Impresa, così come i Poli d'Innovazione, rappresentano una forma alta ed efficiente di sistema reticolare atto a veicolare l’incremento di valore aggiunto". L'attuale crisi economica ha comportato e comporterà una redistribuzione complessiva della ricchezza con pesanti implicazioni economiche e soprattutto sociali, con un problema enorme da affrontare che è quello della crescita dipendente da una forte incertezza della domanda. Solo attraverso l'innovazione, l'aggregazione d'impresa su progetti specifici ed il superamento del localismo distrettuale, possiamo accettare questa sfida con ottimismo e sufficiente spirito costruttivo. Proprio per questo assume particolare importanza la strategia messa in campo dall'attuale Amministrazione regionale, tesa a favorire la costituzione ed il rafforzamento dei processi aggregativi d'impresa.

IL PROGRAMMA ABRUZZO "2015" - Ne sono testimonianza le progettualità presenti nell'Accordo di Programma "Abruzzo 2015", finalizzato, con una dotazione di circa 10 milioni di euro, alla costruzione ed al potenziamento delle reti di impresa, nonché una misura specifica del PAR-FAS finalizzata al sostegno degli strumenti aggregativi. "Ricordo a tutti - afferma Castiglione - come la programmazione relativa all'Accordo di Programma sopra menzionato ed al FAS, è avvenuta quando la disciplina nazionale di riferimento sulle reti d'impresa era ancora in fase embrionale. Oggi le reti rappresentano un'importante realtà ed è per questo che ho sempre puntato, come obiettivo strategico, ad individuare e rafforzare le reti come nuclei propulsivi di sviluppo territoriale, come strumenti capaci di impattare significativamente sul territorio regionale ed interregionale, al fine di consentire un riposizionamento strategico dell'economia abruzzese sul mercato nazionale ed internazionale. Non è un caso che il rapporto dell'Osservatorio Unicredit Piccole imprese raffigura un sistema imprenditoriale abruzzese molto dinamico e tra i primi ad aver adottato questa forma contrattuale flessibile, che ha come scopo principale quello di produrre competitività e, con essa, crescita economica".

ESSERE COMPETITIVI - Essere competitivi significa dunque esplorare diversi modi di approcciarsi ai problemi, essere capaci di proporre soluzioni nuove. Solo quelle imprese e quei territori che saranno capaci di offrire servizi caratterizzati da elementi specifici nuovi, potranno avere l'ambizione di vedersi riconosciuto un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti. La competitività di un territorio, infatti, non la si misura più con finanziamenti ed incentivi all'acquisto di capannoni e macchinari, ma attraverso l'innovazione, la ricerca, la creazione di sinergie e di complementarietà del territorio che va gestito con un elevato spirito sinergico. Ed è per questo motivo che il modello Reti d'impresa, insieme ai Poli d'innovazione, rappresentano i punti centrali della nuova legge regionale sullo sviluppo economico, al fine di rendere realmente operativa la rivoluzione industriale in cui l'Abruzzo si accinge ad entrare per affrontare con serenità il dopo-crisi. Questa è la scommessa che ci apprestiamo a fare per il futuro, una scommessa difficile ma necessaria al fine di creare le migliori condizioni per nuovi ed efficienti modelli di crescita economica. Ed è quello che stiamo facendo con la creazione dei Poli di Innovazione e l'Accordo di Programma A ciò si aggiunga l'acquisizione di Sviluppo Italia Abruzzo che rafforza ulteriormente le strutture organizzative regionali già presenti, e che consentirà di avere, a supporto del nostro sistema economico, un unico interlocutore che si raccordi con credibilità e autorevolezza con le imprese da un lato e con il Governo Nazionale dall'altro. Tale modello verrà normato entro l'anno da una legge quadro sull'industria.

RE.IN.

venerdì 09 marzo 2012, 10:06

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