Hebe: «Resistir es combatir»

Show dell'85enne "Madre" di Plaza de Mayo. Accuse agli Stati Uniti mentre sul Papa Francesco I è gelida: «Amen»

Hebe: «Resistir es combatir»

PERSONE STRAORDINARIE: A MONTESILVANO LA "MADRE DE PLAZA DE MAYO". «Resistir es combatir». Così Hebe De Bonafini, la 85enne argentina, presidentessa dell'associazione delle "Madres de Plaza de Mayo", si è presentata alla folla accorsa per ascoltare con le proprie orecchi un'incredibile storia di coraggio ed amore: quella della terribile dittatura argentina e degli oltre 30mila desaparecidos. Con la sua voce dolce, carica di passione e di dolcezza ha raccontato uno dei periodi più bui della storia del continente sudamericano, quello che va dal golpe del 1976 del generale Videla sino al 1983 con il ritorno della democrazia dopo la Guerra delle Malvinas, finanche alla battaglia per la giustizia e la verità condotta contro ogni forma di oscurantismo. «Mi fa piacere notare - ha commentato Hebe De Bonafini - che il sindaco di questa città è così giovane. A loro tocca cambiare il mondo ed il nostro futuro. Noi madri da 36 anni siamo in strada a chiedere verità e giustizia per i nostri figli. Per 1.800  giovedì consecutivi ci siamo riunite sempre alle 15.30 senza mai saltare un appuntamento in Plaza de Mayo, davanti alla Casa Rosada (sede del Governo), a Buenos Aires. Per combattere ci vogliono pazienza e determinazione. In questi 36 anni abbiamo vissuto molti momenti difficili. Ci hanno imprigionato, ci hanno picchiato, ci hanno bruciato le case, hanno anche provato a comprarci offrendoci  275.000 dollari per dire la data della morte dei nostri figli. Ma noi abbiamo resistito ed abbiamo, nel tempo, deciso di socializzare la nostra maternità»Con la forza delle sue parole, l’anziana combattente, ha conquistato tutti, raccontando un pezzo di storia dell'Argentina, poco conosciuta, fatta di violenza e resistenza, di battaglie dure delle madri argentine a cui negli anni si sono avvicinate associazioni, artisti internazionali. Battaglie che hanno portato all'abolizione delle leggi vergogna del Governo Menem (Obediencia Debida e Punto Final) con cui si era impedito di procedere contro gli autori materiali degli omicidi e delle torture. Con i Governi dei coniugi Nestor e Cristina Kirtchenr, invece, le cose sono cambiate: 165 persone sono state condanne per i crimini delle dittature ed 500 processi sono ancora in corso. Ma non solo. La Bonafini ha parlato delle attività dell'associzione "Madres de Plaza de Mayo, che hanno realizzato anche una radio, un giornale ed una università per «difendersi - ha detto Hebe - dagli avvocati». La  e Bonafini ha anche rivolto un appello alla corretta informazione: «l’informazione è importante ed ancora oggi ci sono molti ostacoli, basti pensare che alcuni organi di informazione argentini hanno riportato la notizia che in questi giorni in Italia ero ricoverata in ospedale, solo perché questa mattina non sono stata benissimo. Ma io in Italia, voglio sottolinearlo, sono ospitata e non in ospedale». Parole dure, ma dette anche da una donna che se lo può anche permettere, sono stare rivolte contro il Governo degli Stati Uniti - addirittura si è espressa sull'attentato alle Twin Towers - mentre sul neo-eletto Papa argentino Jorge Mario Bergoglio ha soltanto risposto con un misteriso «Amen» come a sottolineare il distacco con la Chiesa nel senso di Istituzione. 

Marco Beef

venerdì 15 marzo 2013, 20:35

Sostieni l'informazione libera, indipendente e di qualità anche con 1 euro

Tags:
hebe de bonafini
madres
palza mayo
papa
argentina
dittatura
lotta
videla
chiesa
gioved
Cerca nel sito