Renzi chiude le Prefetture di Chieti e Teramo. Politici nel caos

Brucchi e Di Primio dichiarano di essere pronti a tutto, sulla stessa linea Chiodi, Di Dalmazio e Gatti. Ma altrimenti come avverrebbe il taglio della spesa pubblica?

Renzi chiude le Prefetture di Chieti e Teramo. Politici nel caos

IL GOVERNO RENZI TAGLIA LE PREFETTURE ABRUZZESI E SCATENA IL CAOS. Il Governo Renzi chiude le prefetture di Chieti e Teramo e scatena il caos politico in Abruzzo, una situazione che ha del paradossale eppure è quello che sta accadenso. L'ufficio di Chieti sarà accorpata a quello dell'odiata Pescara, la Prefettura di Teramo traslocherà nel Capoluogo d'Abruzzo (L'Aquila).

Naturalmente le reazioni della politica locale, e sottolineamo del luogo, sono state ferocissime. I primi cittadini Maurizio Brucchi e Umberto Di Primio hanno già annunciato misure estreme - lo scipero della fame? - per difendere la presenza dello Stato nei loro Comuni. Esattamente la stessa linea adottata dai consiglieri regionali Gianni Chiodi, Paolo Gatti e Mauro Di D'Almazio

"Che per il Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, la Città di Teramo e l'intera Provincia - scrivono gli stipendiatissimi dell'Emiciclo - rappresentassero l'ultima periferia dell'impero, ce ne eravamo già accorti in precedenza, sia per l'evidente disinteresse, sia per le infelici battute perfino sulla Teramo calcio. Ora, con la chiusura della Prefettura, attraverso le abili forbici dei Ministri Alfano e Madia, non residua più alcun dubbio. Stesso destino amaro per la Prefettura di Chieti, accorpata a quella di Pescara"

E queste parole ci possono anche stare, in un alogica di 'campanile' che purtroppo rappresenta la piaga atavica del piccolo Abruzzo, solo 1 milione e 300 mila abitanti, insomma un'inezia rispetto al resto del Paese ed alle necessità di burocrazia che invece molti continuano a difendere.

Ma la domanda vera che ci poniamo noi di AbruzzoIndependent.it è come sia possibile sostenere un giorno la necessità della Spending Review per abbattere l'enorme debito pubblico del Paese ed il peso della pressione fiscale sui cittadini e imprese, e l'altro, quando effettivamente qualcosa di analogo avviene, salire sulle barricate e minacciare di tutto per contrastare questa direzione?

Già con le Province si era verificata la stessa identica situazione, a nostro giudizio penosa e che, alla fine della fiera, non aveva prodotto praticamente alcun risparmio se non qualche taglio nei compensi percepiti da assessori e presidenti vari che, adesso devono accontentarsi solo dei rimborsi spese.

Insomma, questo Abruzzo vuole cambiare o restare uguale al passato? Decidiamolo. E Renzi in questo articolo non c'entra assolutamente nulla, o quasi...

Redazione Independent

venerdì 11 settembre 2015, 11:57

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