Quei terremoti dell’anima

Il terremoto di L’Aquila, 9 aprile 2009, 309 morti, 1.600 feriti, circa 49.000 sfollati, un capoluogo di regione da ricostruire: nessun colpevole

Quei terremoti dell’anima

Trentacinque anni fa il distruttivo terremoto di Irpina e Basilicata, 2.570 morti, quasi 9.000 feriti, oltre 300.000 senzatetto. Io c’ero, lo ricordo, ricordo il boato, il buio, il pavimento che continuava a saltare e saltare e saltare. Le urla, il collo bianco di mia madre mentre mi abbracciava, la sensazione che le pareti ci si chiudessero sulla testa. Il terremoto di L’Aquila, 9 aprile 2009, 309 morti, 1.600 feriti, circa 49.000 sfollati, un capoluogo di regione da ricostruire, una recentissima sentenza di assoluzione in Cassazione della Commissione Grandi Rischi che non è colpevole, non sapeva, non poteva prevedere la potenza distruttiva del sisma che avrebbe seguito il corposo sciame sismico iniziato molti mesi prima. Nessun colpevole perché il messaggio della Commissione Grandi Rischi non ebbe “efficacia rassicurante”, ha detto il sostituto pg della Cassazione e non portò la popolazione a restare in casa anche quella notte, anche dopo l’ennesima, paurosa, scossa, prima di quella definitiva. Unico “colpevole” Bernardo De Bernardinis, già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione Civile, che materialmente rassicurò la popolazione. Questa è la parola “fine” sulla vicenda, la verità giudiziaria definitiva. Ricordiamo tutti però, quei mesi, le scosse sentite e riferite, la paura, l’incertezza, gli sguardi preoccupati alle distruzioni passate e poi la scelta di restare in casa in quella ed in altre notti. Ricordiamo, sappiamo, ne portiamo addosso i graffi. Terremoti … il terremoto dell’Emilia, 20 maggio 2012: anche qui, in realtà, una serie di forti scosse, 27 morti, 350 feriti, 40.000 sfollati, danni ingentissimi al patrimonio culturale. Terremoto di Umbria e Marche, 1997, ancora uno sciame sismico intenso, 11 morti, 100 feriti, danni ad oltre 80.000 case ed edifici, inclusa la basilica si San Francesco. Terremoto del Molise, 31 ottobre 2002, nel crollo di una scuola a San Giuliano di Puglia morirono 27 bambini e la loro maestra. Una intera prima elementare… C’è una ninnananna per bambini che si conclude con: “ogni mamma ha il suo bambino, ogni bimbo ha la sua mamma e tutti insieme fan la nanna”. Ecco, da quel giorno non è più stato così, da quel giorno non ogni mamma ha più avuto il suo bambino e quei bambini hanno chiuso gli occhi, da soli, per sempre. Sono terremoti, questi, e tanti altri, che arrivano, scuotono violentemente vite ed anime e se ne vanno, lasciando cicatrici incancellabili. Ci sono edifici che crollano per la violenza di scosse che sono, spesso, meno violente di altre che quasi non causano danni, in altri luoghi, in altre parti del mondo. Ed eccoci ancora a condannare la famelicità di abusi che poi smettono di essere abusi, di territori violentati dal cemento…parole, promesse, verità giudiziarie, verità fattuali. Ciò che resta infine, è il dolore e la consapevolezza della disarmonia con la natura con cui stiamo costruendo vite e palazzi. E poi arrivano quei terremoti che, dall’anima, non se ne vanno più.

 

G.C.

lunedì 23 novembre 2015, 11:19

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