"Quando i mercati oscillano ci vuole sangue freddo e la forza della ragione"

Antonio De Marco, professionista nel settore della gestione del Risparmio e di portafogli di investimento, commenta l'andamento di Piazza Affari e borse mondiali

"Quando i mercati oscillano ci vuole sangue freddo e la forza della ragione"

FINANZA: PIAZZA AFFARI E BORSE MONDIALI SOTTO PRESSIONE. Abbiamo intervistato Antonio De Marco, 36 anni, pescarese professionista nel settore della gestione del Risparmio e di portafogli di investimento a proposito degli andamenti oscillanti delle borse mondiali e con particolare riferimento alle ultime evoluzioni del sistema del Credito nazionale. "Si continuerà ad avere molta volatilità, occorrà quindi usare la testa e non farsi condizionare dal panico mediatico. (Sempre pronto a cavalcare il fenomeno e mai attratto dalle regali cause)". Secondo Lei possono i crediti deteriorati delle Banche aver avuto tale portata Sui Mercati? "No, non credo. Le sofferenze sui crediti sono note ai Mercati da almeno 3 anni, pertanto già abbondantemente scontate dai mercati". La Cina che rallenta può essere la vera causa? "Quest'anno hanno fatto "SOLO" un +6,5% sul PIL, cioè in valori assoluti la Cina ha prodotto in un solo anno ciò che il paese Italia svilupperà forse nei prossimi 30 anni. È giusto anche ricordare che il governo di Pechino detiene più del 50% del debito pubblico americano. Faccio davvero fatica a trovare dei fondamentali che giustifichino un tale calo sui mercati". Può essere mai un fattore negativo quindi? "Nel medio-lungo periodo vedo positivo". Il petrolio sotto I 27$ al barile rimane quindi l'unica possibile causa?. "Sicuramente rappresenta un fattore determinante sulla scacchiera geo-politica Internazionale. Di certo una delle cause principali di questa volatilità. Ma sottolineo che questo aspetto va letto con attenzione. Dobbiamo ricordare che l'OPEC è capace di portare il barile anche a 22$ e non mi sento tra l'altro di escludere questa possibilitá. È ormai chiaro infatti che l'interesse del mondo Saudita è quello di riportare a casa il monopolio del settore OIL. "Palese che non tollerano più interferenze sul prezzo del petrolio da parte dei Paesi Europe e USA. Le Esperienze di Libia, Algeria, Ciad, Egitto, Nigeria, Congo... dimostrano che per troppo tempo sono stati alterati determinati equilibri determinando profitti incredibili per le Company Occidentali dove l'OPEC era semplice attore non protagonista. Non mi sorprende affatto che ad un certo punto abbiano deciso di tornare a fare il prezzo, estraendo una quantità tale di petrolio che non si era vista negli ultimi 30 anni, aumentando a tal punto l'offerta da far crollare il prezzo e buttare fuori i competitors di mezzo mondo". Questa analisi, strettamente personale sul settore OiL cosa vuole significare? "Significa che questa crisi del Mercato Oil se da un lato colpisce le Company di tutto il mondo, con ribassi anche del 70% sulla loro capitalizzazione di borsa, da un altro punto di vista genera un valore inestimabile per tutto il mondo che consuma e necessita di energia da carbon-fossile. Ovvero TUTTI. La riduzione cosi importante di costi di approviggionamento energetico in automatico rimette in moto tante economie industriali che di fatto possono produrre a minor costo. Quindi produrre maggiori UTILI, quindi maggiori risorse da investire in innovazione e sviluppo. Quindi in buona sostanza è in circolo virtuoso che genera valore. Ecco perchè penso che malgrado I forti Cali di borsa di Queste settimane, il trend di Medio lungo periodo sarà assolutamente positivo. Concludo ricordando con simpatia che "I Mercati da Sempre hanno trasferito Ricchezza dagli impazienti ai più pazienti". Grazie mille Antonio de Marco.

Redazione Independent

mercoledì 03 febbraio 2016, 19:24

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