Piccoli Choosy

Dopo anni di studio "matto e disperatissimo" lo studente medio italiano, in condizioni ai limiti della sopravvivenza umana, arriva alla laurea...

Piccoli Choosy

IL "CASO" DELLO STUDENTE MEDIO ITALIANO. Se al posto di trovare un'adorabile vecchina in un appartamentino in stile anni 50' con mobili degni del mercatino delle pulci, con gli spifferi alle finestre e tappezzeria dell'anteguerra, vi imbattete in un ragazzo seduto in poltrona ancora in pigiama alle 11, sappiate che non si tratta sempre del nipote dell'anziana proprietaria. Spesso è lo studente fuori sede medio. Un'esemplare che diventerà sempre più raro negli anni avvenire, causa questa crisi che oltre ai soldi di mammà si è portato via i soldi delle borse di studio. Lo studente fuori sede medio lo si incontra verso le 19 e 30 all'Eurospin vicino casa che fa i conti con la spesa, attento alle promozioni si aggira per le corsie in cerca di qualcosa di veloce da cucinare, economico e che possa durare giorni. Questo esemplare, infatti, sviluppa delle doti culinarie che scompaiono nel momento stesso in cui fa ritorno nella casa natale dove la mamma chioccia italiana provvede al suo pasto ad orari regolari, quelli stessi orari che nelle città universitarie sembrano sparire, in vista soprattutto di un esame.

LA CREATIVITA' AL POTERE. Oltre a diventare un provetto Master Economic Chef si iniziano a coltivare doti da Interior Designer, iniziando a rivoluzionare quegli appartamenti con mobili vecchi (a detta dei proprietari “ con un pregiato stile d'antiquariato”), pavimenti rotti e divani sfondati. Anche qui bastano pochi euro all'Ikea e magia è fatta. Ma esistono i più fortunati che hanno almeno una stanza della casa che è stata ristrutturata, e nel 90 % dei casi per fortuna è il bagno. Insomma, oltre che a diventare medico, avvocato, veterinario, manager, o qualsiasi altra cosa stia studiando saprà di avere tante altre doti sfruttabili, nel caso in cui debba cercare lavoretti per mantenersi agli studi.
Anche se questo non può accadere , perchè lo studente universitario sia il laureato hanno in comune una cosa, sono “choosy”, cioè sono “schizzinosi”. Si. È così che il ministro Elsa Fornero li ha definiti. E se lo dice un ministro sarà sicuramente vero. Schizzinosi in ambito lavorativo s'intende, non riferendosi alle bettole stracostose dove sono ridotti spesso a stare, soprattutto nelle grandi città. Secondo la Fornero bisogna accettare qualsiasi voglia di lavoretto sottopagato purchè sia lavoro. Non credo che questa generazione di giovani che si affaccia al lavoro faccia schifo fare la gavetta, credo che gli faccia schifo doversi sottomettere a un sistema che non ti lascia neanche la libertà di esercitare la professione per cui hai studiato tanti anni, per cui hai investito dei soldi ( e tanti) e per cui non riceverai più contributi per la pensione (se pensione ci sarà, quella si che non gli farebbe schifo) per gli anni che hai studiato. 

PICCOLI "CHOOSY" CRESCONO. Ma torniamo a noi. Allora stavamo parlando dello studente medio fuori sede schizzinoso. Questo esemplare è famoso per passare ore in biblioteca, le stesse che poi passerà a spiegare ai suoi genitori che non è tempo perso e che studiare nella biblioteca della sua città non sarebbe la stessa cosa, più economica come situazione sì, ma lontana dalla vita universitaria e dall'università. Nel migliore dei casi diventa un appassionato cinefilo di serie televisive (rigorosamente in streaming mai a noleggio), fumatore e/o amante dei biscottini al cioccolato del discount che detengono il record mondiale delle calorie possibili contenute in un solo biscottino. Usciti dall'università con il tanto agognato pezzo di carta si torna finalmente a casa. Da mamma e papà. Ed è così che lo stato passa da “studente medio fuori sede schizzinoso” a “ Dottore Bamboccione” e nella peggiore delle ipotesi “ Dottore Bamboccione Schizzinoso”. Per chi avesse rimosso, ricordo che nel lontano 2007 il termine fu per così dire coniato dall'allora ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa che, impegnato a illustrare i benefici della manovra finanziaria, disse : "Mandiamo i bamboccioni fuori di casa". Poco dopo sia lui che il suo Premier Prodi erano fuori dal Parlamento, un buon modo sarebbe stato pero' sostituirli con alcuni dei bamboccioni capaci che in realtà non vedono l'ora di lavorare e avere indipendenza.Ma il Ministro a cui va dato il merito di non averci davvero capito nulla di queste generazioni è il Ministro Calderoli. È lui che nel 2009 esordisce così rispondendo all'allora Ministro Brunetta che li vorrebbe fuori di casa a 18 anni, “Chi li manterrebbe? Lo Stato? E perché mai il governo dovrebbe farlo?”...  

E IL REDDITO MINIMO DI CITTADINANZA? Sia chiaro che chi scrive non si sente ne più colto ne più informato di un Ministro. Ma chi scrive è uno studente fuori sede medio non schizzinoso che sa che nel resto dell'Europa esiste il “ reddito minimo di cittadinanza” che permette, ad esempio, in Gran Bretagna, che a partire dai 18 anni chi non ha un lavoro e non ha risparmi per più di 12.775 euro ha diritto a circa 300-350 euro mensili per un periodo di tempo, in Francia, invece, per averne diritto bisogna aver compiuto 25 anni e prevede l’integrazione del reddito a 425,40 euro mensili per un disoccupato solo, che diventano 638,10 euro se in coppia, in Germania indica che tra 16 e i 65 anni si può disporre di 345,00 euro al mese in più i costi dell'affitto e del riscaldamento. Quindi sì, cari Ministri, lo stato deve prendersi cura di noi, aiutarci a diventare quello per cui studiamo tutti i giorni, per cui sacrifichiamo giorni e notti, quello per cui i nostri genitori risparmiano da una vita. E poi vedrete che converrà anche a voi.. perchè lo stato personale passerebbe da “ Dottore Bamboccione” a “ Lavoratore che paga le tasse”. Per intenderci, i vostri stipendi.

Nasthasia Bortone

lunedì 26 novembre 2012, 21:02

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