Pescara piccola Taranto?

E' tra le città più inquinate d'Europa. I Pm10 superano i limiti: c'è il cementificio e forse un impianto a biomasse

Pescara piccola Taranto?
PESCARA PEGGIO DI TARANTO. Non c'è poi tanto da rallegrarsi se via Sacco a Pescara non è inquinato come il quartiere Tamburi di Taranto, dove in ogni famiglia c'è un malato di carcinoma, perché se si paragonano i dati dell'inquinamento da polveri sottili di Taranto con quelli di Pescara, risulta che Pescara supera certamente Taranto nella triste classifica delle città più inquinate d'Italia. 
TRA LE PIU' INQUINATE D'EUROPA. Anzi, secondo il Dottor Vincenzo Stellabotte della Associazione Sos inquinamento, fondata dal Professor Glauco Torlontano morto il 7 novembre dell'anno scorso, «Pescara insieme a Milano e Torino, si colloca al 17esimo posto tra le 30 città più inquinate d'Europa per i giorni di superamento dei limiti di Pm10 presenti nell'aria». La situazione oggi non è certo migliorata. Infatti  i dati forniti dall'Arta ci dicono dall'1/1/2012 al 17/8/2012 le polveri sottili hanno superato il limite di 86 volte sulla strada provinciale 602 di Spoltore, a Pescara di 44 volte in viale Bovio, di 33 volte in via Sacco e 29 volte in via Firenze. 
LA QUESTIONE DEL TRAFFICO AUTO. Certamente il traffico automobilistico contribuisce in misura notevole ad inquinare se si pensa che ogni giorno entrano ed escono dalla città 130 mila auto. Anche il cementificio di via Raiale ha la sua bella responsabilità nell'avvelenare l'aria che i cittadini di Pescara, Spoltore e San giovanni Teatino respirano. 
LA DELOCALIZZAZIONE DEL CEMENTIFICIO. Sacrosanta quindi è la battaglia del Sindaco di Pescara, Luigi Arbore Mascia, per la delocalizzazione del cementificio, non concedento il rinnovo dell'autorizzazione per la prosecuzione dell'attività. Il problema è grave: la proprietà (il gruppo Sacci) si è dimostrato disponibile a spostare l'impianto ma vorrebbe un contributo (soldi?un terreno?) da parte dell'Ente poichè l'operazione è di quelle che costano. Non basterà però delocalizzare il cementificio per risolvere il problema dell'inquinamento della città più importante 
d'Abruzzo: l'inquinamento del porto, del mare e quello provocato dagli scarichi delle auto, rappresentano gravissime minacce  alla salute dei cittadini.
LA FATER E LA CENTRALE A BIOMASSE. C'è poi la questione dell'autorizzazione alla Fater di produrre energia con un impianto a biomasse da 8,9 megawattore. Per De Santis del Wwf è sconvolgente che si siano rilasciate le autorizzazioni, quando i dati sull'inquinamento della città, recentemente pervenuti dall'Agenzia Europea per l'ambiente, sono gravissimi.«Le polveri sottili ed il biossido d'azoto - ha spiegato De Sancits - raggiungono nel pescarese punte altissime». Ma il dilemma, come a Taranto, è sempre lo stesso: lavoro o salute umana?
Clemente Manzo

mercoledì 03 ottobre 2012, 09:30

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