Pescara criminale: sequestrato mezzo milione a ex membro Nuova Banda Battestini

Nel mirino del blitz notturno della Guardia di Finanza il patrimonio di un 45enne pescarese a cui è stato applicato il Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione

Pescara criminale: sequestrato mezzo milione a ex membro Nuova Banda Battestini
PESCARA CRIMINALE: SEQESTRATO MEZZO MILIONE A EX MEMBRO NUOVA BANDA BATTSTINI. Pescara criminale lo è e probabilmente lo sarà sempre. L'ultima operazione della Gurdia di Finanza nei confronti di un 45enne pescarese, personaggio noto in quanto ex membro della Nuova Banda Battestini, ne è l'ennesima conferma. Stanotte, su ordine del locale Tribunale, sono stati sequestrati 4 unità immobiliari - 2 appartamenti e relative pertinenze -, una autovettura e un furgone, per un valore commerciale stimato in circa 500.000 euro, in applicazione del decreto legislativo nr. 159 del 06 settembre 2011, noto come “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione”. Tale norma, come noto, non è indirizzata ai soli indiziati di appartenenza ad associazioni per delinquere di stampo mafioso o a sodalizi criminali tradizionalmente ritenuti “più pericolosi”. Ma può essere estesa anche a tutte quelle persone che rientrano nella categoria della criminalità comune purché risulti dimostrata la loro pericolosità sociale, nonché la sproporzione tra il valore dei beni posseduti ed i redditi dichiarati e che si lasci intendere che tali beni siano, in tutto o in parte, frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego. "Il soggetto colpito dal provvedimento di sequestro - spiegano dalla Questura - è gravato da significativi precedenti penali e segnalazioni di polizia per reati contro il patrimonio, in particolare rapine, e sfruttamento della prostituzione. Per lo Stato era privo di attività lavorativa lecita, dunque fonti reddituali. Tutti i beni, mobili ed immobili, originariamente cointestati al proposto ed alla ex moglie, sono attualmente intestati esclusivamente a quest’ultima. Nel corso dell’indagine, tuttavia, sono stati raccolti elementi idonei a suffragare la tesi - pienamente accolta dall’Autorità Giudiziaria - che tale trasferimento di proprietà costituiva un espediente posto in essere, in seguito alla fittizia separazione, per evitare l’aggressione patrimoniale da parte delle Forze di Polizia". L’odierno provvedimento è l’ennesimo frutto della sinergica collaborazione avviata negli ultimi anni tra le Forze di Polizia che ha visto intensificare in maniera decisiva le attività finalizzate all’aggressione dei patrimoni accumulati illecitamente e che, nell’ambito di diverse operazioni effettuate fin dal 2007, ha consentito di sequestrare e confiscare beni per circa 38 milioni di euro.
 
Foto: Daniela Senepa
Redazione Independent

venerdì 18 dicembre 2015, 15:11

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