Pescara come Scampia

Pettinari (Co.Di.Ci) vuole l'esercito. E' allarme criminalità: in un anno solare ci sono stati quattro omicidi

Pescara come Scampia

PESCARA COME SCAMPIA - «A Pescara l’emergenza sicurezza ha raggiunto livelli stratosferici. Non è più tollerabile che Prefettura e Questura continuino a dichiarare che in città non v’è emergenza sicurezza. Non è più tollerabile che a Pescara al Ferro di Cavallo (Rancitelli) e in Via Caduti per Servizio sempre più spesso delinquenti pluripregiudicati posseggono armi, le ostentano, e all’occorrenza non esitano ad usarle anche per uccidere. Questo succede a Napoli e Palermo . Non può succedere a Pescara. Il silenzio assordante delle istituzioni vergognosamente responsabili e ancor più grave. Non si può continuare a far finta che il problema non esista. Bisogna agire e pure in fretta», sono le parole durissime di Domicio Pettinari, responsabile dell'associazione Co.Di.Ci. D'Abruzzo che da anni si batte per il ripristino della legalità.

I PROBLEMI DI FONTANELLE E RANCITELLI - Per Codici l'unica soluzione è dotare le zone calde di Pescara (Via Caduti per Servizio e il Ferro di Cavallo a Rancitelli) di Unità Fisse di polizia H24. «Questo è l’unico deterrente in grado di produrre effetti positivi. Dove si sono già consumati attentati gravissimi, si è sparato per ferire e oggi anche per uccidere bisogna ci sia subito un presidio fisso di polizia perché la gente perbene che vive ancora in  questi posti ne ha diritto. La gente ha il sacrosanto diritto di sentirsi protetta 24 ore su 24 nelle zone dove si spara e si ammazza», ha spiegato ancora Pettinari. Non è infrequente vedere nelle zone a rischio delle grandi città i mezzi dell’esercito che coadiuvano le forze di polizia. «Perché a Pescara che ha visto negli ultimi mesi ben tre omicidi con coinvolgimento sempre dei noti quartieri a rischio non si è ancora intervenuti in tal senso?» è il quesito che si pone Pettinari.

IL PROBLEMA DELLE ARMI - E poco importa se si è sparato per sbaglio o veramente per uccidere: il dato certo è che c'è gente che ha le armi e le sfodera all’occorrenza senza esitare un attimo. «La differenza tra Rancitelli e Fontenelle - spiega ancora Pettinari - è che a Rancitelli le azioni violente per lo più si consumano tra famiglie pluripregiudicate frequentemente per il controllo del territorio. A Fontanelle invece, dove la parte sana della popolazione ha trovato il coraggio di non piegare la testa e di denunciare chi delinque le ritorsioni e gli attentati sono diventati ormai quotidiani contro la gente perbene che non vuole soccombere». 

Redazione Independent

 

martedì 03 luglio 2012, 12:43

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