Padre pescarese in guerra col Comune per la figlia disabile

Lo sfogo di Roberto Rubino su facebook: "Negano ancora a mia figlia di andare a scuola se non gli diamo soldi. Mi impediscono di accompagnarla nella zona a traffico limitato"

Padre pescarese in guerra col Comune per la figlia disabile

UNA STORIA DI ORDINARIA FOLLIA. Ci segnalano questa vicenda di un padre pescarese che, stando al suo sfogo su facebook e che riportiamo di seguito integralmente, avrebbe grossi e ingiusti problemi con l'amministrazione comunale di Pescara che, sempre stando a quanto riferisce Roberto Rubino, impedirebbe alla figlia di frequentare l'istituto scolastico obbligatorio per legge per problemi di natura esclusivamente burocratica, e dunque violando il sacrosanto diritto all'istruzione ed alla parità dei diritti per ciascun cittadino del regno.

Ecco cosa ha scritto sul celebre social network:

Terzo giorno di guerra contro il Comune di Pescara che nega ancora a mia figlia di andare a scuola se non gli diamo soldi. Ricordo che mia figlia Ludovica sta sulla sedia a rotelle ed il Comune mi impedisce di accompagnarla a scuola che è situata in zona a traffico limitato. Se la voglio accompagnare devo pagare. Anche la dirigente scolastica si batterà contro la decisione incostituzionale, stupida e arrogante di questi amministratori comunali che non sono capaci nemmeno di scrivere un regolamento per il piano traffico. Spero che il quotidiano "il Centro" domani mattina denuncerà sulle sue pagine questo abuso di potere, in particolare del vice sindaco Del Vecchio. Intanto quel cafone del sindaco Alessandrini non si è nemmeno degnato di ricevermi.
Ringrazio tutti voi che mi date solidarietà e condividete questi post. E' solo grazie ad ognuno di voi che il caso di Ludovica sta smuovendo le acque. Una comunità unita può distruggere questi dinosauri di politici. Io non mollo. Statemi vicino. Questa non è una guerra personale ma una battaglia di civiltà.

Naturalmente confidiamo nell'intervento risolutivo del sindaco di Pescara Marco Alessandrini , dell'assessore alla Pubblica Istruzione Giovanni Di Iacovo e, se questo non dovesse bastare, nella grande sensibilità di Claudio Ferrante (Carrozzine Determinate) che, in casi simili, riescono sempre a concludere positivamente qualunque trattativa o problema.

Al papà 'eroe' massima solidarietà da parte della redazione di AbruzzoIndependent.it

La replica del Comune di Pescara tramite il vice-sindaco Del Vecchio

“Messa sotto il tono della denuncia, potrebbe sembrare una svista della solita Pubblica Amministrazione inefficiente, insensibile e incapace, la storia dell’accesso alla Ztl negato al padre che deve accompagnare a scuola la figlia costretta in carrozzina da un’operazione, ma non è capitato, né capiterà mai che l’Amministrazione di Pescara impedisca a un cittadino di esercitare i propri diritti costituzionali, perché questa Amministrazione ritiene che le regole in vigore valgano per tutti, indistintamente e che tutti debbano rispettarle.
Il caso è quello sollevato dal genitore che deve accompagnare la figlia fino alla scuola media Pascoli, a causa delle limitate capacità deambulatorie di questa: a seguito di un intervento chirurgico al piede, da certificato medico alla ragazza si consiglia riposo a letto e l’utilizzo della sedie a rotelle. Per non farle perdere le attività scolastiche in un plesso che si trova entro il perimetro della Ztl, il padre ha richiesto al Comune un permesso temporaneo di transito che comporta per tutti i cittadini, per tutte le casistiche interessate, l’esborso di 40 euro per diritti di istruttoria e marca da bollo.
Si fa peraltro presente, che proprio per consentire il libero accesso nelle scuole ricomprese nel perimetro della Ztl i varchi sono aperti ogni giorno dalle 6 alle 9 e da poco prima delle 13 alle 16: ci può passare chiunque, liberamente.
Ma al funzionario comunale investito comunque dell’istanza, è sembrato strano che per un caso del genere la richiesta contemplasse un’auto e l’utilizzo di due ciclomotori per trasportare la bambina immobilizzata sulla sedia a rotelle, nello specifico uno Scarabeo e un Aprilia. Superato tale imbarazzo egli ha svolto con rigore e puntualità il suo lavoro, compresa la richiesta di quanto dovuto in casi simili.
E lì il genitore si è infuriato, ritenendo, mosso non si sa bene da quali principi, che nulla egli dovesse per fare entrare due moto e un’auto, a seconda della circostanza, pur di accompagnare la figlia bloccata sulla sedia a rotelle. I rumors sono stati tanti e tali che ho voluto verificare di persona, anche telefonando alla dirigente scolastica che mi ha spiegato che la ragazza, essendo impossibilitata a svolgere alcune attività didattiche, il mercoledì e giovedì anticipa il ritorno a casa e quindi necessita di trasporto in orari al di fuori da quelli contemplati dall’ordinanza.
Una situazione perfettamente contemplata dalla stessa, che prevede tale la possibilità e chiede semplicemente a chi si trova in difficoltà di comunicare con una semplice mail al comando della Polizia Municipale la targa, per beneficiare del passaggio libero attraverso il varco. Quindi una situazione assolutamente gestibile sia sul piano dei diritti che dei doveri, improvvidamente divenuta un caso perché quel genitore ha ritenuto di essere stato leso dei suoi diritti.
Personalmente mi spiace del problema avuto dalla ragazza, ma al contempo non posso non pensare al fatto che si è preferito alzare la voce e affidarsi ai social, al posto di utilizzare la disponibilità e la correttezza del personale comunale che era lì non per negare diritti, ma per cercare una soluzione”.

Redazione Independent

giovedì 17 settembre 2015, 11:05

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