"Paccotto" tra rom e albanesi per gestire la "piazza" dello spaccio, sette arresti

Blitz della Guardia di Finanza di Pescara nei confronti di una pericolosa organizzazione. Il clan controllava il mercato della cocaina e dell'eroina fino a San Benedetto

"Paccotto" tra rom e albanesi per gestire la "piazza" dello spaccio, sette arresti

OPERAZIONE “PACCOTTO” CONTRO LA MALAVITA: SETTE PERSONE IN MANETTE. I finanzieri del Comando Provinciale di Pescara stanno notificando una ordinanza di misura cautelare in carcere nei confronti di 7 persone ritenute ai vertici di una organizzazione, composta da rom e albanesi, specializzata nel traffico e spaccio di cocaina ed eroina, molto attiva in Pescara, nonché nelle vicine località turistiche del litorale teramano e sambenedettese.

IN AZIONE 50 FINANZIERI. Per l’esecuzione del provvedimento emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari di Pescara, dr. Nicola Colantonio, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, dr. Gennaro Varone, la Guardia di Finanza pescarese, fin dalle prime luci dell’alba di oggi, ha messo in campo oltre 50 militari con l’impiego di  6 unità cinofile, in sinergia con i Reparti del Corpo di Teramo e Ascoli Piceno, località dove sono tuttora in corso anche le perquisizioni di tutte le abitazioni e le basi logistiche degli arrestati.

CONFERENZA STAMPA ALLE ORE 12. I dettagli dell’operazione verranno illustrati nel corso di una conferenza stampa in programma alle ore 12,00 di oggi presso la sede del Comando Provinciale, in Pescara via Cincinnato nr. 5.

DROGA DALL'OLANDA, GERMANIA E ALBANIA. Le indagini, infatti, hanno messo in luce come lo stupefacente fosse introdotto in Italia dalla Germania, dall’Olanda e dall’Albania a mezzo corrieri albanesi. Gli arrestati, ben consci di essere possibile bersaglio di indagini da parte delle Forze di Polizia, erano soliti bonificare le autovetture in loro possesso da microspie, microfoni o puntatori satellitari e occultavano le partite di stupefacente in zone disabitate delle campagne pescaresi e teramane, interrando sacchi sigillati di cocaina, eroina e marijuana, nell’attesa di “piazzarli” sul mercato.

GLI INVESTIGATORI: "ORGANIZZAZIONE PERICOLOSA". Le investigazioni condotte hanno provato come le potenzialità criminali dell’organizzazione fossero notevoli: gli arrestati e i loro complici potevano contare sulla disponibilità di armi, di patenti e carte di identità straniere false, ed erano in grado di alimentare mensilmente le piazze dello spaccio con 2/3 chilogrammi di droghe pesanti e con oltre 5 chilogrammi di marijuana. Secondo le ricostruzioni degli investigatori le attività criminali consentivano al sodalizio di conseguire profitti consistenti, quantificati, complessivamente, in circa 100.000 euro al mese. In gran parte il contante veniva inviato in Albania occultato tra i bagagli settimanalmente trasportati a mezzo degli autobus che assicurano i collegamenti con il Paese delle Aquile.

SEQUESTRATI CINQUE CHILI DI STUPEFACENTI. Complessivamente nel corso dei vari interventi eseguiti, anche durante le operazioni odierne, sono stati sequestrati 5 chilogrammi di stupefacenti, nonché circa 40.000 euro in contanti. L’organizzazione era talmente spregiudicata ed aggressiva che a quasi tutti gli affiliati è stata contestata la “recidiva specifica e reiterata”. 

Redazione Independent

giovedì 03 novembre 2016, 11:09

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