Oro, incenso e... birra

Un viaggio nel meraviglioso mondo dell'artigianalità birraia abruzzese. A guidarci il nostro "cacciatore di perle" ..

Oro, incenso e... birra

L'ABRUZZO DELL'ARTIGIANALITA' BIRRAIA. Chi pensava che l’Abruzzo fosse una terra dedita (soltanto) alla produzione di vino e pregiati salumi si sbagliava di grosso. Ora è arrivato il momento di ricredersi e guardare con occhi diversi il nostro meraviglioso territorio che, complice una natura quasi perfetta, offre "perle" nascoste e eccellenze magnifiche che farebbero urlare i gourmet di tutto il pianeta. Comininciamo questo viaggio nell'enogastronimia abruzzese partendo da un magico liquido giallo, che si produce del malto e dal luppolo, cioè la birra.

GRAZIE AL CIELO SIAMO IN ABRUZZO. Il territorio della nostra regione è particolarmente vocato alle produzione agroalimentare, in pochi chilometri quadrati racchiude mare, montagne, ghiacciai, colline e parchi naturali. Tutti fattori che permettono di avere un bacino enogastronomico variegato e d’eccellenza. Il vino sarà sempre il protagonista ma una posizione di rilievo viene occupata, ormai da qualche anno, dalla produzione di birra artigianale. Artigiani del gusto e mastri birrai, grazie a questi pionieri di un’illusione la birra artigianale è diventata un prodotto in grado di creare tipicità, su cui fino a ieri in pochi avrebbero investito. Un’incredibile realtà di oggi, una realtà di grande valore, qualità e carattere. La birra si è fatta largo e ha trovato la sua dimensione uscendo dal limitato contesto del brewpub e del beershop, arrivando nelle enoteche e nei winebar, fino ai ristoranti di alto livello dove è ormai consueto trovare una carta strutturata in cui compaiono birre di gran qualità. Se prima ci si limitava a dover scegliere tra un vino rosso o bianco, di una regione piuttosto che dell’altra, ora è chiaro che un prodotto artigianale di questa elevatura sia in grado di accompagnare qualunque piatto. Se è vero che siamo il paese che siamo, ecco quindi che ad oggi il numero dei microbirrifici italiani, presenti su tutto il territorio nazionale, ha da poco superato la soglia dei 400. In Abruzzo ne contiamo 13, cinque attivi già da anni e con un’esperienza alle spalle ed altri appena sbocciati.

LA BIRRA CHIETINA. Partiamo da Casoli in provincia di Chieti, dove dal 2008 Massimiliano Di Prinzio insieme alla moglie Sonia Iezzi produce birra di gran qualità ispirandosi alla sua terra e restando a pieno contatto con il territorio che lo circonda. Il suo laboratorio è circondato dall’incantata Maiella, da cui il birrificio prende il nome, e dai suoi profumi che Massimiliano con maestria riesce a riprodurre nelle nove differenti birre. Produzioni armoniche basate sulle materie prime che l’Abruzzo offre: acqua della sorgente Delverde, varietà di frumento senatore Cappelli, solina e farnese, il miele locale proveniente dal massiccio che circonda il birrificio, le incontaminate lavanda e camomilla delle alte quote, l’autoctona mela casolana e il mosto cotto impiegato nella versione rivisitata della Bucefalo (color tonaca di frate con schiuma compatta, note tostate e balsamiche, con i suoi nove gradi è potente e affascinante).

QUELLA TERAMANA. Spostandoci a nord arriviamo nel teramano, precisamente a Notaresco. Qui Luigi Recchiuti nel 2009 ha creato il birrifico Opperbacco. Assaggiando le sue creature non si direbbe mai che abbia iniziato solo da qualche anno. Dimostra grande sapienza e bravura in ogni produzione, dalla standard all’esperimento più azzardato. I suoi stili sono profondamente legati alle esperienze in Belgio e per lui non è difficile riportare in una bottiglia di birra le sensazioni e i profumi di un viaggio che lo hanno colpito. Se la qualità di un’acqua fa gran parte di una birra, allora siamo già a buon punto grazie all’utilizzo dell’acqua del Gran Sasso, senza dimenticare l’impiego di un miele locale e della menta piperita. Dalle cinque tipologie di partenza, Luigi è oggi arrivato a dodici produzioni diverse, una migliore dell’altra, provare per credere.

LA "PESCARESE". Nel pescarese, a Spoltore, incontriamo due realtà interessanti, a pochi chilometri l’una dall’altra. Desmond nella frazione Cavaticchi è diretto da Arrigo De Simone, un ex biologo, oltre che un produttore vecchio stile. Ha trasformato il suo hobby, durato nove anni, nella propria professione. Per lui la birra è fatta con malto, luppolo e acqua, poche parole e tanto impegno dietro le sette birre che produce, la maggior parte ispirate alla scuola tedesca.  Uomo affabile, esperto e studioso, dopo essersi costruito parte dell’impianto di produzione da solo, si è da poco tuffato nella nuova avventura del Desmond Brew pub, braceria di qualità. A pochi chilometri, all’interno di uno stabile degli ’20, dove le mani esperte delle operaie pelavano le mandorle destinate alla produzione artigianale dei confetti abruzzesi, sorge l’Almond ’22. Jurji Ferri ne è l’anima insieme alla sua squadra consolidata. Attivo da dieci anni, il primo ad aver condotto l’Abruzzo verso la strada della birra artigianale di qualità; il tempo lo ha ripagato e premiato facendolo membro dei veterani esperti d’Italia. Diversifica la produzione con circa quindici birre, in cui è evidente l’amore per il Belgio e per le spezie. Mi piace definirlo come l’attivista mastro birraio, è sempre pronto a far valere i diritti e i valori degli artigiani, che come lui, dedicano la vita a questo lavoro.

GLI ALTRI.  Seguono i birrifici nati recentemente: Anbra, Fossa (AQ) Fiscellus Mons, Pescara (PE) Golden Rose, Pianella (PE) Leardi, Pescara (PE) Grignè, Corropoli (TE) Il Fato, San Nicolò a Tordino (TE) Masters, S.Egidio alla Vibrata (TE) Terre d’Acquaviva, Atri (TE)

Giovanni Angelucci

giovedì 24 gennaio 2013, 09:42

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