Oricola (Aq): sequestrati 4 milioni ad imprenditrice 29enne

Tre persone sono indagate per vari reati tra cui mendacio e falso, formazione fittizia di capitale e falsa perizia. L'obiettivo era chiedere finanziamenti agli istituti di credito con fatture false

Oricola (Aq): sequestrati 4 milioni ad imprenditrice 29enne

ORICOLA: SEQUESTRATI 4 MILIONI AD AZIENDA PETROLIFERA. I Baschi Verdi della Finanza hanno sequestrati circa 4 milioni di euro di beni (conti correnti, giacenze liquide ed immobili nella provincia di L'Aquila) ad un'imprenditrice attiva nel settore petrolifero. Si tratta di una 29enne di Oricola (AQ) accusata di mendacio e falso interno ex art. 137 del Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia. Nel mirino dei finanzieri, che hanno eseguito le misure su disposizione del giudice del tribunale di Avezzano Maria Proia che ha firmato le richieste su presute violazioni amminisrative e tributarie rilevate dal pm Roberto Savelli, anche la Dibeol Ecologica S.r.l. di Roma società riconducibile ed il cui legale rappresentante deve rispondere del reato di formazione fittizia di capitale mentre all’impresa viene contestata la responsabilità amministrativa degli Enti di cui al Decreto Legislativo 231/2001. Nei guai anche un professionista della Capitale che ha redatto la stima dei beni è indagato per il reato previsto dall’art.373 del C.P. - falsa perizia o interpretazione

CONFERIMENTO DI RAMI D'AZIENDA ILLEGITTIMO. I Finanzieri hanno riscostruito i movimenti aziendali ritenendoli fraudolenti e con lo scopo di ottenere finanziamenti da istituti bancari. Prima, infatti, sarebbe avvenuta l’operazione di iniezione di liquidità, strutturata mediante il conferimento di due rami d’azienda, a favore della Elle Emme Petroli Srl è avvenuto ad opera della Dibeol Ecologica di Roma. Per avvalorare la congruità dell’operazione gli indagati si sono avvalsi di una stima redatta da un professionista, rivelatasi inattendibile per aver sopravvalutato i rami d’azienda conferiti per circa 1,3 milioni di euro. Importo, quest’ultimo, riferibile a due aree di servizio ubicate nel Comune di Roma. Sempre secondo gli inquirenti ed un consulente della magistratura, il professionista nella valutazione dei beni non avrebbe preso in considerazione importanti aspetti economici e reddituali che avrebbero ridotto il valore complessivo dell'operazione. In particolare, l’indicazione in bilancio di beni per un valore superiore a quello reale da parte della Elle Emme Petroli avrebbe costituito un presupposto strumentale per accedere a linee di finanziamento bancarie senza avere le garanzie necessarie, fornendo dati falsi sulla situazione economica patrimoniale e finanziaria dell’impresa ad almeno due istituti di credito.

Redazione Independent

venerdì 13 febbraio 2015, 09:49

Sostieni l'informazione libera, indipendente e di qualità anche con 1 euro

Tags:
l\'aquila
guardia di finanza
elle emme petroli
sequestri
beni
dibeol ecologica
roma
Cerca nel sito

Identity