Operazione Ellenika sul traffico di stupefacenti

Settantuno arresti in italia e nei Balcani. Il ruolo dei narcotrafficanti ed i legami con la famiglia Gargivolo

Operazione Ellenika sul traffico di stupefacenti

OPERAZIONE "ELLENIKA" SUL TRAFFICO DI STUPEFACENTI: 71 ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE. Il Procuratore Distrettuale Antimafia di L’Aquila, Fausto Cardella, ed il sostituto Procuratore Antonietta Picardi, a conclusione di una articolata e complessa attività di indagine delegata al Raggruppamento Operativo Speciale dell’Arma dei Carabinieri, hanno ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari, dott. Giuseppe Romano Gargarella, 71 ordinanze di custodia cautelare per “associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e trasferimento fraudolento di beni”. L'operazione Ellenika, questo il nome dato dagli inquirenti, ha preso il via all'alba di questa mattina ed è stata eseguira dai Carabinieri del ROS e dei Comandi Provinciali territorialmente competenti.

SGOMINATA ORGANIZZAZIONE CHE GESTIVA IL TRAFFICO DI EROINA DAI BALCANI. La Direzione Nazionale Antimafia ha seguito costantemente le complesse attività investigative per la rilevanza delle stesse ed i profili spiccatamente transnazionali delle organizzazioni criminali indagate, accertati nell’ambito della fitta attività rogatoriale sulla cui base è stata instaurata una proficua cooperazione giudiziaria con numerosi Paesi di area balcanica interessati dalla filiera del narcotraffico. Gli arresti sono stati eseguiti in Abruzzo, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Puglia e Sicilia nonché in Albania e Kosovo grazie al supporto assicurato dal Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, ove 7 indagati sono stati raggiunti da provvedimenti di arresto a fini estradizionali. Altri 7 indagati sono stati localizzati in Bosnia dove la normativa vigente non consente di procedere all’estradizione; garzie al coordinamento investigativo garantito da quella Autorità saranno raggiunti da una richiesta di perseguimento penale e sottoposti a fermo e perquisizione da parte della Polizia locale.

INDAGINI AVVIATE NEL 2009 IN SEGUITO ALL'ARRESTO DI UN CORRIERE. Le indagini, avviate nel marzo 2009 a seguito dell’arresto di un corriere italiano intercettato dall’Arma di Udine con mezzo chilogrammo di eroina, sono state condotte dal ROS sotto la prima direzione della Procura Distrettuale Antimafia di Trieste che ha individuato una ramificata struttura di matrice bosniaca- kosovara, dedita al traffico di ingenti quantitativi di eroina dall’Albania in Italia, tramite il Kosovo e la Bosnia. In tale fase di indagine si è accertata la responsabilità di questo primo gruppo criminale nell’importazione, attraverso la Bosnia, la Croazia e la Slovenia di circa 240 kg. di eroina, destinata a diversi gruppi acquirenti, italiani e albanesi, radicati in Abruzzo, Lombardia, Emilia - Romagna, Puglia, Friuli Venezia Giulia e Liguria.  

I NARCOTRAFFICANTI:TRE LIVELLI DI ORGANIZZAZIONI CRIMINALI. La prosecuzione delle attività sul fronte sia interno che internazionale consentiva, inoltre, di accertare l’operatività di tre distinte associazioni criminali. Un gruppo fornitore facente capo ai narcotrafficanti Indrit Dokle e Izet Krasniq costituito principalmente da soggetti di nazionalità albanese, articolato su due cellule, rispettivamente radicate in Albania, tra Durazzo e Tirana, ed in Kosovo, a Prizren, con proiezioni in diverse città italiane, tra le quali Pescara, La Spezia, Milano, Bergamo, Padova, Udine, Asti, Mantova, Firenze, Roma, Ravenna, Imola, Bologna, Taranto, Bari e Lecce. Un gruppo capeggiato da Adnan Ilijazagic dedito al trasferimento dei carichi di eroina ed al reclutamento dei relativi corrieri, con basi in Bosnia, a Velika Kladusa, e con proiezioni in tutta Europa. Un gruppo orbitante intorno alla famiglia di Enzo Gargivolo capace di gestire ingenti flussi di eroina a Pescara e nelle province limitrofe.

EROINA DALL'AFGANISTAN PASSANDO PER LA TURCHIA. Il sodalizio albanese era in grado di approvvigionarsi di eroina afghana direttamente dai fornitori turchi, introducendo poi il narcotico in diversi Paesi europei, oltre che in Italia, ove alcuni connazionali erano incaricati di supervisionare alle periodiche spedizioni, assicurando il collegamento con esponenti di spicco di gruppi criminali locali, per la successiva commercializzazione sui ricchi mercati italiani; in particolare nell’area pescarese è stato individuato il principale snodo per lo smercio dell’eroina introdotta sul territorio nazionale. Le indagini hanno accertato, inoltre, come da Prizren (Kosovo), luogo privilegiato di stoccaggio dell’eroina proveniente dalla Turchia, il narcotrafficante Izet Krazniqi costituisse un importante elemento di raccordo tra le componenti albanesi e quelle bosniache.

SEQUESTRATI CENTINAIA DI CHILOGRAMMI DI EROINA IN ITALIA ED ALL'ESTERO. Grazie all’esame incrociato degli elementi complessivamente raccolti sul campo e degli approfondimenti investigativi sviluppati tramite una serrata attività tecnica e di sorveglianza transfrontaliera si è potuta delineare la responsabilità delle singole organizzazioni con riferimento a numerose importazioni di droga.  

Redazione Independent

 

lunedì 21 ottobre 2013, 15:39

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