Siria. Obama guerrafondaio preannuncia l'attacco

Il premio Nobel per la Pace smentisce se stesso. Il caso Snowden svela al mondo le reali intenzioni degli Stati Uniti

Siria. Obama guerrafondaio preannuncia l'attacco

IL PREMIO NOBEL PER LA PACE OBAMA DA COLOMBA DIVENTA FALCO. La politica estera sino ad ora professata da Obama, contrario ad interventi militari nelle aree calde del medio oriente, dopo le improvvise minacce di attacco missilistico alla Siria, di fatto sta subendo una svolta radicale. Il premio nobel per la pace Barack Obama, da leader della sinistra mondiale sempre più somiglia al falco Jorge W Bush l'ex presidente USA che per ottenere il consenso dal Congresso all'invasione dell'Iraq, produsse prove false. Allo stesso modo Obama chiede al Congresso il permesso di bombardare la Siria sostenendo di avere le prove che ad usare il gas letale Serin sulla popolazione civile, sia stato l'esercito di Assad, quando più probabilmente, responsabili degli eccidi, sono stati gli insorti. Comunque sia il rischio grave, come ha denunciato il nostro ministro degli esteri Emma Bonino, è che dall'attacco alla Siria, protetta da Mosca, possa scaturire un conflitto planetario.

LO SPIONAGGIO INFORMATICO IMBARAZZA L'AMMINISTRAZIONE AMERICANA. Le rivelazioni dell'ex agente della Nsa, l'agenzia per la sicurezza USA, Edward Snowden, nemico pubblico numero 1 del suo paese attualmente in Russia dove ha ottenuto asilo politico, hanno messo in serio 'imbarazzo l'amministrazione americana per la politica perseguita dalle varie agenzie di intelligence. Dai dossier in possesso dei vari organi di informazione passati dall'ex agente, emerge chiaramente che, quando si tratta di spiare, gli USA non si fanno scrupoli e non guardano in faccia a nessuno: si interessano morbosamente non solo dei paesi canaglia, ma anche di quelli che tali non sono con la sola eccezione, naturalmente, della Gran Bretagna di Cameron. Anche il presidente brasiliano Dilma Rousseff e Enrique Pena Neto, quando questi era candidato alla presidenza della repubblica del Messico, sono stati spiati dalla Nsa, tanto da provocare dure reazioni da parte dei due paesi. "Se questi dati fossero confermati, sarebbe una situazione inammissibile, inaccettabile, che potrebbe essere definita come un chiaro attentato alla sovranità del nostro paese" ha dichiarato il ministro della giustizia brasiliano.

IL BUDGET MILIARDARIO PER LA SICUREZZA NEGLI USA. Il problema della sicurezza, divenuto ossessivo dopo l'attacco alle torri gemelle del 2011, giustifica forse una serie di attacchi informatici che gli USA hanno rivolto ai paesi nemici o potenzialmente tali come Corea del Nord, Iran, Cina e Russia. Nel 2011 sono stati condotti ben 231 attacchi informatici contro obiettivi sensibili di questi paesi. Emblematico è il caso di un virus informatico prodotto congiuntamente dagli Usa e da Israele denominato Stuxnet che ha contribuito alla paralisi di centrifughe nucleari in Iran. Tuttavia il budget riservato alle agenzie di spionaggio Usa per il 2013 di 52,6 miliardi di dollari, la cifra più alta prevista in bilancio a partire dal 2002, destinati a 16 agenzie con oltre 107.000 dipendenti, sembra decisamente eccessivo non giustificato dalla sola esigenza di proteggere gli USA dal pericolo del terrorismo. Tanto che enormi investimenti in intelligence sono stati stanziati col progetto "Genie" finanziato con 652 milioni di dollari per mettere sotto controllo ben 85.000 computer in tutto il mondo ( nel 2008 erano 21.000).

IL DATAGATE COLPISCE ANCHE L'UNIONE EUROPEA E L'ITALIA. Tra le 38 sedi diplomatiche spiate sistematicamente nel mondo, ci sono, manco a dirlo, oltre alla Francia, Grecia, Turchia, anche quelle italiane di Washington e di New York zeppe di cimici. Dunque l'Italia, benché sempre in soccorso dell'amministrazione USA anche quando si è trattato di dare una mano a sbrigare faccende sporche come nel caso emblematico del sequestro Abu Omar, ha avuto lo stesso trattamento riservato agli altri paesi. Il rospo che il presidente Napolitano ha dovuto ingoiare è stato grande specialmente dopo aver concesso la grazia al colonnello Joseph Romano responsabile del sequestro Abu Omar condannato dalla corte d'appello di Milano insieme a 22 agenti della Cia e ai vertici del Sismi Pollari e Mancini. Chissà forse ora il Quirinale che ha fatto sapere di attendersi una spiegazione dagli USA, starà meditando sull'ingratitudine umana e di Barack Obama in particolare tutt'altro che leale nei confronti dell'alleata Italia e del suo Presidente.

Clemente Manzo

lunedì 02 settembre 2013, 21:38

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