Nuovo Stadio e Nuova Pescara, intervista al professor Stefano Civitarese

Il quotidiano Spoltore Notizie ha incontrato l'assessore allo Sviluppo del Territorio per chiedere delucidazioni sull'investimento da 200 milioni a sud della pineta dannunziana

Nuovo Stadio e Nuova Pescara, intervista al professor Stefano Civitarese

"GRANDE PESCARA" E FUTURO STADIO DELLA PESCARA CALCIO: PARLA IL PROF. CIVITARESE. Nuova Pescara: si fa sempre più intenso il riguardo e l’interesse nei confronti dell’argomento che proietta l’immaginario collettivo verso un concreto e moderno contesto metropolitano. Ormai ci si dirige velocemente verso l il 2019, data indicata dalla politica (regionale e in parte anche locale) l’unificazione dei comuni di SpoltoreMontesilvano col capoluogo adriatico in un’unica municipalità. E tanti spoltoresi e montesilvanesi stanno vivendo ‘con il fiato sospeso’, un travaglio emotivo che sembra condizionato dalla paura di un incognito futuro in balia di una potenziale repressione da parte di “invasori” interessati alle periferie metropolitane.

A tal proposito, il quotidiano online Spoltore Notizie ha incontrato il prof. Stefano Civitarese, docente di diritto amministrativo, assessore in carica nella Giunta del Comune di Pescara, uno dei protagonisti di importantissimi progetti urbanistici, quali: la riqualificazione dell’Area di Risulta, il Nuovo Stadio di Pescara e la Cittadella dello Sport

1) Buongiorno Professore, in questi giorni non si parla d’altro che del progetto della Cittadella dello Sport e Nuovo Stadio. Alcune delle critiche riguardano l’individuazione della localizzazione dell’intervento. Ci può dire qualcosa in più e se esiste la possibilità di dirottare questo super investimento da 150/200 milioni su Spoltore?

Civitarese: Si tratta di una questione complessa, che cerco di spiegare nel modo più semplice possibile. Nell’ambito della pianificazione strategica del Comune di Pescara vi è la riqualificazione di tutta una vasta area che comprende l’università e le sue adiacenze, lo stadio Adriatico e gli altri impianti sportivi, la Pineta, le aree di risulta dell’ex tracciato ferroviario di Portanuova, sino a giungere a San Silvestro spiaggia. Tutto questo è oggetto di un masterplan, vale a dire di un atto programmatico che indichi le linee di sviluppo su cui cui orientare le trasformazioni urbanistiche. Il polo della cultura e della conoscenza si affianca a un polo del benessere e dello sport. Un city campus esteso, che ospiti anche il campus delle scuole superiori nella suddetta area di risulta, con attrezzature culturali e sportive di livello metropolitano, è l’obiettivo strategico di fondo. Questa grande area deve avere una porta di accesso da SUD e OVEST che sia a sua volta di livello metropolitano. La “Porta Sud alla città” è un ‘hub’ (un nodo) di accesso alla città tecnologicamente avanzato in cui tutte le modalità di trasporto si incontrano: treno, metropolitana leggera di superficie, auto, biciclette. Qui l’amministrazione comunale ha già nella propria programmazione opere che al tempo stesso migliorano la viabilità e potenziano (ingrandiscono) la Pineta. E’ in questo contesto che si colloca l’indicazione sulla localizzazione del nuovo stadio del calcio, impianto complesso che al suo interno ospita anche servizi e commercio. L’area in particolare, destinata ad attrezzatura sportive e servizi connessi, è situata tra la ferrovia (a Ovest di questa) e l’ultimo tratto della tangenziale che giunge sulla nazionale Adriatica, distante quindi da via Pantini e dalla Riserva Dannunziana. Per le aree a Est della ferrovia l’indicazione invece è quella di renderle inedificabili. A me sembra che questo sito per lo stadio del calcio presenti molti vantaggi proprio per la presenza del nodo intermodale suddetto che non richiede nuove opere di viabilità o trasportistiche di rilevante entità e impatto. Nella fase di redazione del masterplan abbiamo preso in considerazione molte altre ipotesi, comprese quelle adiacenti alla zona Arca di Spoltore, che non ci cono sembrate avere caratteristiche altrettanto favorevoli. Inoltre, il corretto inserimento di quest’opera nel contesto territoriale e la tutela dei valori paesaggistici è una condizione da noi espressamente richiesta. Le idee progettuali presentate dalla Pescara Calcio, che ha mostrato interesse per questa soluzione, mi pare confermino questa attenzione. Resta fermo che stiamo parlando di interventi previsti dalla legge di stabilità per il 2014 che si avviano attraverso la presentazione di un piano economico-finanziario cui partecipino «una o più associazioni o società sportive utilizzatrici in via prevalente». Questo significa, per tornare alla domanda, che non si tratta di ‘dirottare’ investimenti da una parte all’altra. Sarà la società sportiva a decidere su quale localizzazione presentare una proposta e se troverà più convincente la soluzione di Spoltore lo potrà fare senza che il Comune di Pescara possa battere ciglio. Al momento, infatti, non esistono, purtroppo, strumenti di governo per far assumere a questa scelta una dimensione sovracomunale e il rischio è che interventi di questo tipo divengano oggetto di una sorta di ‘shopping’ territoriale. Proprio, invece, sforzandosi di assumere un punto di vista metropolitano, al netto di una serie di considerazioni di ordine sia territoriale sia giuridico, il sito della porta SUD assume proprio il carattere di luogo al servizio della città metropolitana del Medio Adriatico, di cui Spoltore è parte e da cui dovrà comunque trarre benefici proprio in quanto parte di essa.

Grazie Professor Civitarese.

Redazione Independent

sabato 07 ottobre 2017, 16:22

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