Nuova Pescara come la Brexit: nessuno la vuole ma il popolo ha detto Si'

Critiche al progetto di fusione di Pescara con Montesilvano e Spoltore arrivano dappertutto. Verso la modifica della legge regionale o la proposta di un nuovo referendum

Nuova Pescara come la Brexit: nessuno la vuole ma il popolo ha detto Si'

LA NUOVA PESCARA SEMBRA LA BREXIT: NESSUNO LA VUOLE MA IL POPOLO HA DETTO SI'. L'Assemblea Costitutiva della Nuova Pescara, prima tappa di un percorso che dovra' portare alla fusione dei comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore in una nuova entita' comunale, ha lasciato parecchi strascichi. Critiche al progetto sono arrivate dal presidente del Consiglio comunale pescarese Marcello Antonelli che non ha nascosto le sue perplessita' circa il processo di fusione cosi' come era stato elaborato dalla legge regionale 24 agosto 2018 n. 26. Mentre il sindaco Carlo Masci ha sottolineato l' importanza dell' unione delle forze nell' affermazione di una leadership metropolitana sul versante adriatico. " E' una sfida lanciata dai cittadini con il voto del 2014 - ha precisato Carlo Masci - che noi oggi dobbiamo cogliere mantenendo l' identita'  distinta dei comuni ma costituendo una grande citta'. Siamo chiamati a essere i precursori di un progetto assolutamente nuovo e la legge regionale ci offre una sfida irrinunciabile poiche' si creera'  una realta' socioeconomica di notevole impatto su tutto l'  Adriatico. Con la Nuova Pescara sara' piu' facile intercettare i fondi europei relativi a pubblica amministrazione, cultura e ambiente, maggiormente accessibili per i Comuni al di sopra di 150mila abitanti. E' una presa d' atto formale di quanto gia'  c' e' nell' area metropolitana che pero' offre notevoli margini di sviluppo basati sulla specializzazione sinergica delle componenti territoriali. Il Governo e il Parlamento saranno al nostro fianco per riconoscerci le giuste premialita' ".

Molto critica, sulla fusione comunale, la posizione del sindaco di Montesilvano Ottavio De Martinis, il quale chiede che venga annullato a un progetto identificato come accorpamento e propone un nuovo progetto che mantenga l' identita' comunale e unisca invece le forze operative su alcuni settori specifici. Il sindaco di Spoltore si e' definito altrettanto scettico sul progetto di fusione considerando la legge regionale come una legge fatta partendo dal tetto e senza tener conto delle specificita'  territoriali. Di Lorito ha evidenziato ad esempio, la somma annuale destinata dal Comune di Spoltore per l' assistenza ai disabili (250mila euro) che rappresenta una scelta chiaramente indirizzata verso alti standard assistenziali. Stesso discorso per la raccolta differenziata (al 71%) e per il consumo di suolo pubblico che vede Spoltore collocarsi tra i comuni virtuosi. Di Lorito non ha nascosto la propria avversita' a una fusione ' Pescaracentrica ' che andrebbe intaccare le scelte fatte da anni dagli amministratori di Spoltore proprio in virtu' della conoscenza del territorio e delle esigenze della propria cittadinanza. 

Tra le varie prese di posizione spicca quella del consigliere comunale di Pescara, Carlo Costantini, il quale invita ad affrontare la sfida della fusione con entusiasmo ricordando che anche Confindustria e Camere di Commercio si sono fuse nel nome di una competitivita' globale che impone l' unita' .

Insomma, sembra quasi di rivivere un clima da effetto Brexit: il voto popolare inglese che si espresse favorevolmente, nel 2016, sull' uscita dall' Unione Europea dell' Inghilterra. Adesso, come per la questione Nuova Pescara, si vorrebbe indire un nuovo referendum 'confermativo' con lo scopo di verificare di nuovo, a distanza di qualche anno, la scelta popolare.

Redazione Independent

lunedì 23 settembre 2019, 15:32

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