Monti salva le lobbies

Ai grandi investitori non interessa che il profitto. L'equità e la giustizia nelle riforme del Governo Monti sono optionals

Monti salva le lobbies

LA MANOVRA "SALVA LOBBIES" - In ogni Società ci sono quelli che danno gli ordini e quelli che obbediscono, ci sono oppressori e gli oppressi, quelli che possiedo più di quanto possano mai consumare e quelli che non hanno nemmeno il necessario. Quando le cose vanno bene e tutto funziona come si deve, queste differenze di ruolo non si fanno particolarmente sentire. Quando, però, la situazione diventa critica, come nella crisi attuale, chi si trova dalla parte sbagliata della Società tende ad avere una percezione più chiara della propria realtà. Tale consapevolezza, in altre epoche storiche, ha generato rivoluzioni, conflitti sociali e lotte di classe. Schiavi contro padroni, plebei contro patrizi, borghesi contro nobili. Per ora in Occidente ciò non avviene, la stabilità sociale, oggi, è ancora garantita dal conflitto tra ultimi contro ultimi della scala sociale. Per quel che riguarda l’Italia la differenza, oggi più che mani, è tra chi ruba ai danni dello Stato e chi ne paga le conseguenze pratiche subendo il furto dei propri denari e la scomparsa dell’assistenza statale. Una manovra finanziaria lungimirante, in tempi di crisi, se avesse  voluto essere definita giusta, avrebbe dovuto principalmente togliere qualcosa a chi ha tanto, per ridistribuire a chi non arriva alla fine del mese. Avrebbe dovuto “confortare gli afflitti e soprattutto affliggere i confortati”. Avrebbe avuto l’obbligo morale, prima di introdurre nuovi e pesanti balzelli, di introdurre norme che ostacolassero le attività fraudolente delle varie e note cricche. Ma tra chi ha aspira alla giustizia e sogna un paese equo e chi di quella giustizia vuole il bavaglio e preme per la mancanza di libertà, si erge un ostacolo insormontabile: la speculazione politica e finanziaria delle lobby. 

I POTERI FORTI: BANCHE ASSICURAZIONE E COMPAGNIE PETROLIFERE - I grandi investitori internazionali a cui il nostro Premier e non solo, deve dare conto, infatti, non si domandano cosa sia vero e cosa giusto,  ma solo che cosa può procacciargli più denaro. Come spesso accade nelle discussioni tecniche degli economisti questa verità viene sistematicamente e volutamente sepolta da migliaia di falsità. Di queste bugie, di questa visione del mondo la manovra dell’Esecutivo tecnico è figlia. Essa è volta a garantire un clima favorevole alle operazioni finanziarie, è concepita e strutturata per soddisfare la politica economica mondiale, e la conservazione delle caste italiane. Non ha quale interesse primario il bene dei suoi cittadini. La manovra “Salva Italia”, per dare il segnale giusto ai capitali italiani e stranieri, doveva gravare per intero sulle persone meno capaci di reggere il suo peso, salvando le lobby bancarie, le caste petrolifere e i cartelli delle assicurazioni. Cosi è stato.

LA MINACCIA DELLO "SPREAD" - Neanche questo, però, è servito a calmare i mercati, lo spread  è risalito a 515, il giorno dell’investitura del Prof. Monti era a 518.  I sacrifici richiesti fino ad oggi e imposti  soprattutto a pensionati, donne e giovani potrebbero, dunque, non bastare o addirittura non servire a niente.  Chiaro, con questi presupposti, che dopo averci chiesto molto, dopo averci alleggerito nuovamente le tasche, abbiamo ancora la sensazione  che non otterremo niente in cambio per noi e i nostri figli. Cosa potrà accadere domani nessuno lo sa. Niente è più scontato. Ogni giorno dobbiamo compiere un continuo sforzo di aggiornamento e di riconsiderazione a causa dell’imprevedibilità della situazione contingente. Una previsione su ciò che accadrà tra due mesi rischia di rivelarsi sbagliata, quanto a ciò che accadrà tra due anni nessuno è in grado di prevederlo. I problemi sono diventati sempre più complicati e le risposte soddisfacenti latitano. Le cricche, i “cartelli” non sono costretti  a subire quello che a noi viene imposto, noi non possiamo rifiutarci di obbedire. “Loro” non subiscono le Leggi, le “concordano” con la classe politica, di cui sono i maggiori finanziatori, le norme che gli riguardano vengono, prima di essere promulgate, discusse in segrete stanze. Tutto ciò avviene nella completa assenza del potere protettivo della Democrazia che, è bene ricordarcelo, è una forma di governo che ha senso di esistere solo se, parafrasando Norberto Bobbio “è prevista e facilitata la partecipazione più ampia possibile degli interessati” .

LA FARSA DEMOCRATICA - Se i regimi democratici attuali, dunque, non sono più sistemi di inclusione e partecipazione di tutti, anche dei più deboli,  ma sistemi di dissimulazione di poteri gerarchici basati sulla generale illegalità a favore delle caste e cricche, vuol dire che il nostro Paese e regredito ad una logica feudataria da cui la cultura occidentale ha cercato da secoli di affrancarsi proprio attraverso la gestione di interessi contrastanti delle classi sociali. Alla degenerazione dei nostri sistemi politici, ahimè, seguirà la violenza e la rivolta. Solo un ammutinamento, non un governo tecnico, potrà rovesciare questi sistemi di potere che non hanno generato al loro interno gli anticorpi giusti per rovesciare pacificamente il sistema. Giorgio Bocca, maestro di giornalismo scomparso pochi giorni fa, si domandava come fosse possibile “la convivenza pacifica tra l’Italia delle caste e l’Italia degli onesti senza una dura resa dei conti”. Quel tempo credo sia finito, ci aspettano tempi molto tristi e duri. Non sarà un bene per la nostra società, la storia ha dimostrato, oltre al fatto che la violenza genera violenza, che con le rivolte feroci ai tiranni si sostituiscono dei furfanti.

Francesco Mimola

 

mercoledì 28 dicembre 2011, 18:24

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