«Mio figlio era Il Guerriero»

Appello alla calma del commosso papà dell'ultrà ucciso. Si temono disordini nel dopopartita di Pescara-Torino

«Mio figlio era Il Guerriero»

ANDRO' ALLO STADIO - Pasquale Rigante, padre del giovane ultrà barbaramente ucciso da un commando di rom - delitto per il quale questa notte sono stati arrestati i presunti complici di Massimo Ciarelli - ha rivolto un appello ai tifosi affinchè si possano abbassare i toni e stemperare il clima di tesione che si respira in città all'indomani del "fattaccio" del primo maggio. Rigante ha detto che andrà allo stadio per vedere la partita Pescara-Torino, augurandosi si assistere ad una giornata di sport e per celebrare il ricordo del figlio scomparso. la realtà, però, è che la città è scossa per quanto accaduto la sera del primo maggio ed è vivo nella memoria il ricordo di un'esecuzione compiuta da un commando di rom nei condronti di un ragazzo innocente per questioni assolutamente futili. Anche il questore Paolo Passamonti ha parlato di «momento estremamente delicato», tanto che si era addirittura pensato di anticipare la partita prevista per le 18 di sabato

IL RICORDO DI DOMENICO - Un momento particolarmente toccante si è avuto quando Pasquale Rigante, accompagnato dal figlio Antonio, ha ricordato chi era Domenico. «Ho scoperto che mio figlio lo chiamavano Il Guerriere soltanto dopo che è morto», queste le parole in memoria del figlio scoparso del papà. «Domenico mi parlava sempre delle prepotenze e dei soprusi compiuti dai rom e che si sarebbe immolato per questa causa», ha aggiunto commosso. «Non era uno che abbassava lo sguardo e ne si scansava e se c'era da difendere un torto lui era lì in prima linea». Sembra un fatto quasi incredibile ma la realtà è che i tempi stanno cambiando ed anche la città di Pescara sta vivendo dei cambiamenti importanti, anche grazie a quello che è successo quella sera. Si è superato il limite e si è raggiunto un punto di non ritorno: chi ha sbagliato deve pagare e chi pensa di vivere come ha fatto fino a ieri dovrà ricrederci. Tutto questo è compito delle Istituzioni e, se ciò dovesse effettivamente accadere, una parte del merito sarà di questo padre così degno e del "sacrificio" - consentitecelo! - di una giovane vita spezzata solo dalla violenza e dall'infamia.

Marco Beef 

Redazione Independent

mercoledì 09 maggio 2012, 18:16

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