Melissa simbolo della vita

Tre bombe esplodono davanti a una scuola a Brindisi: dilaniata una 16enne. Che cosa sta accadendo in Italia?

Melissa simbolo della vita

NESSUNO E' PIU' AL SICURO - Un passato oscuro di morte e distruzione è tornato di soppiatto a farci visita, impedendoci di chiudere la porta e lasciare il mondo fuori. Un caldo sabato mattina di maggio un esplosione davanti a una scuola ha distrutto la vita di un'innocente ragazza di 16 anni: Melissa Bassi. Rimasta vittima di uno dei più ripugnanti delitti mai perpetrati nel nostro Paese. Una violenza brutale di cui l’eco risuona ancora in tutte le nostre case.

CHE COSA STA ACCADENDO? - In queste ore è difficile dire una parola sensata. Scrivere e analizzare tanta cieca bestialità che disperda le fitte nubi di dolore e sgomento che avvolgono le nostre menti. La nostra civiltà, la nostra flebile democrazia sono messe a dura prova. La situazione è talmente grave da minacciare la stabilità dell’intera nazione. «Dio, non siamo più al sicuro nemmeno davanti alle scuole», questo il grido di una donna mentre avanza calpestando  i frantumi di vetro delle finestre distrutte dall’esplosione. Il vero problema che abbiamo ora di fronte è proprio questo: La comunità nazionale ha la sensazione, lasciata dalla deflagrazione delle tre bombole di gas, di essere lasciata sola e che i suoi figli non sono protetti. Se sei in strada non sei al sicuro, se i ragazzi vanno a scuola non sono al sicuro.

MELISSA SIMBOLO DELLA VITA- La nostra società, le forze politiche, la magistratura e le forze dell’ordine devono catturare gli attentatori. L’odio è un male contagioso che si diffonde rapidamente, dobbiamo impedirlo. La vita di ogni uomo è sacra e inviolabile, chi ha commesso un simile delitto deve essere portato davanti all’aula di un Tribunale per rispondere di quel che ha fatto. Melissa non era un esponente politico, non era un Magistrato, né un imprenditore. Era una ragazza che si avvicinava, come tutti gli adolescenti, velocemente alla maggiore età e alle promesse che essa porta in dote. Nessuno potrebbe dirci che cosa sarebbe potuta diventare. Un architetto, una operatrice turistica o forse un’altra disoccupata del Sud. Sicuramente sarebbe diventa madre, come quasi tutte le donne del meridione. Cuoche eccezionali, ma soprattutto dolci, premurose, protettive e presenti. Era entrata nella storia soltanto qualche anno fa e adesso è già calato il sipario. Oggi Melissa è diventata un simbolo. Piangendo la morte di questa giovane donna dobbiamo piangere anche per noi stessi perché sappiamo di essere malati.

Francesco Mimola

domenica 20 maggio 2012, 12:09

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