Matrimoni gay annullati, Di Primio: "Rispetto la legge". E certo!

Il sindaco di Chieti interviene dopo l'annuncio del ministro Alfano sulla circolare ai prefetti per annullare le trascrizioni dei matrimoni omosex contratti all'estero

Matrimoni gay annullati, Di Primio: "Rispetto la legge". E certo!

DI PRIMIO RISPETTA LA LEGGE. "Io rispetto la legge. Il ministro Alfano ha preso la decisione giusta. I sindaci non possono sostituirsi alle normative nazionali, con ordinanze che sarebbero illegittime o addirittura in contrasto con la Costituzione". E' quanto dichiara il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, delegato Anci ed esponente del Nuovo Centrodestra, in merito all'annuncio del ministro dell'Interno Angelino Alfano sulla circolare inviata ai prefetti per annullare le trascrizioni dei matrimoni gay contratti all'estero.

LA NOTA DEL SINDACO. "Condivido la ratio del provvedimento - prosegue Umberto - anche se a Chieti non ce ne sara' comunque bisogno. I matrimoni sono tra un uomo e una donna, come prevede la nostra Costituzione. Altra cosa e' il riconoscimento dei diritti civili alle coppie omosessuali. Tema che merita certo un approfondimento, ma sempre in ambito privatistico, e la cui competenza e' parlamentare. Posizioni, queste, che ho avuto modo di esprimere anche in sede Anci. E non per questo ritengo che la mia citta' sia meno aperta o accogliente di altre. Se questi sono i parametri di alcuni miei colleghi sindaci, allora forse e' da rivedere tutto il sistema delle amministrazioni locali".

LA NOSTRA OPINIONE. Prendiamo tristemente atto che la nostra regione, come del resto un po' tutta l'Italia, non è ancora pronta per "digerire" il pesante "fardello" delle unioni di fatto, come già documentato da Abruzzo Independent in passato. Più volte vi abbiamo riferito del dibattito in atto a Pescara (comunque pendente verso un secco no), ma c'è da registrare anche la recente spaccatura verificatasi a Lanciano, quando in consiglio comunale i voti pro e contro si sono equivalsi, costringendo a rinviare la discussione a una prossima seduta. C'è, decisamente, ancora da lavorare tanto.

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