Massaggi cinesi. Capo italiano

In carcere la "Mente" di organizzazione di sfruttatori. Le ragazze pagavano 10mila euro per matrimoni fittizi

Massaggi cinesi. Capo italiano

MATRIMONI FITTIZI E PROSTITUZIONE: LA MENTE IN CARCERE. Nell’ambito di servizi mirati al contrasto dello sfruttamento della prostituzione all’interno di appartamenti (“prostituzione invisibile”) ed al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di cittadine extracomunitarie di nazionalità cinese, gli agenti della Squadra Mobile di Teramo hanno individuato ad Alba Adriatica e Martinsicuro diverse abitazioni adibite a vere e proprie “case d’appuntamento”. All’interno vivevano ragazze presenti, tutte di etnia cinese, dedite all'esercizio del meretricio e la cui attività era ampiamente pubblicizzata sulle pagine di alcuni giornalini specializzati, con tanto di foto e recapiti telefonici.

GLI APPROFONDIMENTI INVESTIGATIVI. E' stato accertato che rla ragazze avevano contratto matrimoni fittizi con italiani compiacenti allo scopo di ottenere il permesso di soggiorno sul territorio italiano e così svolgere l'attività di prostituzione. In tale contesto criminoso il ruolo primario era svolto da M.W., 65 anni di Genzano di Roma ma domiciliato a Grottammare (AP) che, con la complicità di altri indagati, provvedeva a documentare lo stato di convivenza necessario per l’ottenimento da parte delle cinesi del permesso di soggiorno per motivi familiari.

COSTO PER MATRIMONIO 10MILA EURO. L’importo complessivo che le straniere dovevano sostenere per contrarre i fittizi matrimoni ammontava a 10.000 euro. Nel corso delle indagini, protrattesi per diversi mesi, sono stati accertati una decina di matrimoni falsi. A conclusione dell’indagine la Squadra Mobile deferiva alla locale Procura della Repubblica 12 persone, tra cinesi ed italiani, responsabili a vario titolo di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. L’A.G., dopo aver stralciato per competenza territoriale la posizione di alcuni indagati per fatti delittuosi verificatisi in Toscana, ha chiesto al GIP di Teramo l’emissione di provvedimento restrittivo a carico del 65enne, principale indiziato e considerato la mente del sodalizio criminale, conosciuto nell’ambiente come il “cinese”. Il GIP di Teramo emetteva Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere a carico dello stesso che, dopo un periodo di latitanza, è stato ieri sera rintracciato dagli agenti della Squadra Mobile, tratto in arresto ed associato al Carcere di Castrogno.

Redazione Independent

     

martedì 19 marzo 2013, 10:05

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