Mascia e il "fazioso" Cialente

Caos Province. Il sindaco punta il dito contro il Capoluogo: «Vuole condizionare il Cal». Tutte le proposte di riordino

Mascia e il "fazioso" Cialente

RIORDINO PROVINCE. MASCIA CI PROVA. Il tempo stringe come pure le alleanze. Pescara rischia di rimanere isolata nell'annosa questione del Piano di Riodino delle Province (Spending Review) e, dunque, penalizzata a vantaggio di altre realtà (vedi Chieti). Così il primo cittadino, Luigi Albore Mascia, ha provato a giocarsi una carta: coinvolgere "politicamente" realtà territoriali più piccine. E ci è pure riuscito: tutti i Comuni abruzzesi con una popolazione superiore ai 10mila abitanti verranno convocati e ascoltati dal Comitato per le Autonomie Locali a L’Aquila nel corso della prossima riunione già fissata per mercoledì prossimo 19 settembre. «Il Cal - ha spiegato Mascia - ha accolto la mia richiesta perché ritengo importante ascoltare e dare voce anche all’opinione di realtà territoriali importanti come Montesilvano o Giulianova, realtà che sono ovviamente portatrici di interesse e sulle quali, inevitabilmente ricadranno, a cascata, le conseguenze». Finita qui? Assolutamente no perchè a L'aquila c'è qualcuno che trama.

LE TRE PROPOSTE AL CAL. L’amministrazione comunale di Pescara, insieme alla Presidente della Provincia di Pescara, ha presentato la propria proposta: la costituzione della Provincia Appennino-Adriatica, con la fusione di Pescara con Chieti e Teramo. Ma ci sono anche altre due proposte: quella di Chieti per lasciare tre Province (Chieti, L’Aquila e Pescara-Teramo) e quella di L'Aquila (fusione tra L’Aquila-Teramo e Chieti-Pescara). Al Primo Cittadino di Pescara non piace l'idea che, di fatto, L’Aquila sarà l’unica città che non subirà gli effetti della norma sulla Spending Review. «Ritengo opportuno - ha chiosato Mascia - che sulla vicenda inerente il Piano di riordino delle Province Cialente mantenga un idoneo atteggiamento di responsabile terzietà rispetto agli altri tre capoluoghi di provincia». Il tema "scotta": in ballo ci sono poltrone e potere mica lupini.

Marco Beef

mercoledì 12 settembre 2012, 17:42

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Giorgio F.

Caro direttore, ho letto l'articolo di Marco Beef intitolato "Mascia e il 'fazioso' Cialente" e volevo dire la mia sulla questione del riordino delle Province. Io credo che L'Aquila, in tutto questo discorso, sia proprio la meno "colpevole" in termini di spending review e, soprattutto, di fusioni-soppressioni attorno alle quali si stanno accapigliando da mesi i nostri amministratori. Piaccia o no, L'Aquila è e resta il capoluogo di regione, ed è quindi l'unica ad avere l'assoluta garanzia che non verrà toccata dal Decreto Monti e che, in sostanza, "rimarrà in vita". Il sindaco Cialente, dunque, fa bene a non pronunciarsi su questa o quell'altra soluzione, perchè si tratta di problemi che non lo toccano e che, secondo il mio punto di vista, non lo devono toccare, nel senso che il primo cittadino aquilano non è tenuto a intromettersi in questioni che fondamentalmente non lo riguardano. Secondo me a L'Aquila non c'è proprio nessuno che trama. Non a caso, mi pare che il capoluogo sia l'unico che finora non ha espresso proprie "preferenze", mentre persino Sulmona, che in tutte queste settimane era rimasta "neutrale", alla fine non ha resistito a rispolverare l'antica suggestione di abbandonare la sua provincia di appartenenza per passare a quella pescarese (peccato che non si sappia mai nè come nè quando dovrebbe avvenire questa transizione). In sostanza, direttore, non condivido quello che il sindaco Mascia ha detto nei confronti di Cialente, perchè quest'ultimo è forse l'unico a non avere "colpe" di alcun tipo di cui eventualmente accusarlo. Cordiali saluti Giorgio F

mercoledì 12 settembre 2012, 19:40

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