Ma come ti è venuto in mente?

Sta suscitando una valanga di commenti (negativi) la dichiarazione di Luciano D’Alfonso sulla possibilità di un ospedale unico Chieti-Pescara

Ma come ti è venuto in mente?

STAVOLTA L’HA SPARATA TROPPO GROSSA. Sta suscitando una valanga di commenti (negativi) la dichiarazione con cui Luciano D’Alfonso si è lasciato scappare che potrebbe essere realizzato a breve un ospedale unico Chieti-Pescara. Sulla vicenda sono già intervenuti, con tono sdegnato, il consigliere regionale Lorenzo Sospiri (FI), il presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo e il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro.

MA NON CI STANNO I SOLDI! Tutti contestano al Faraone la stessa cosa: ma perché parli di questo fantomatico nuovo nosocomio, che costerebbe un sacco di soldi, quando gli ospedali già esistenti hanno bisogno di un serio restyling e, inoltre, la giunta Chiodi aveva già messo in cantiere altrove la realizzazione di nuovi ospedali (Lanciano, Vasto, Sulmona, Avezzano e Giulianova)? Ovviamente le polemiche sono anche di stampo campanilistico, cioè Chieti vs Pescara e viceversa. A tale proposito riportiamo il comunicato stampa a firma del vicepresidente di IdeAbruzzo, Carlo Di Felice, sulla vicenda, ricordando che questo movimento scenderà in campo alle imminenti amministrative di Chieti.

IL COMUNICATO STAMPA DI IDEABRUZZO. “L’infelice battuta di due giorni fa del Presidente D'Alfonso sulla “striscia di Gaza” entro cui includere il ventilato ospedale a servizio del territorio che comprende Chieti e Pescara è una di quelle che nelle trasmissioni televisive viene sottolineata da una musichetta sguaiata e in chi ascolta suscita risolini e occhiatine imbarazzate e imbarazzanti.

Ancora una volta si continua a proporre il prosieguo della spoliazione di Chieti. Ancora una volta politici Teatini e del territorio ascoltano e non proferiscono parola. Rimangono inermi perchè intenti a curare i propri rapporti. Specialmente in questi momenti pre-elettorali.

Questa politica dell'annuncio e del sensazionalismo, unita alla politica del ”farsi i fatti politici propri”, invece di affrontare con realismo i problemi, cerca di creare chimere ed attese per coprire le proprie mancanze.

Nuovamente si parla di spendere milioni e milioni di Euro salvo poi incidere negativamente sulla quotidianità delle persone. Ancor più su chi ha problemi di salute, complicati dalle mancanze delle Istituzioni deputate invece a risolverli.

Si dimostra che, seppur pochi, di fondi ve ne sono, ma sono utilizzati sempre per costruire nuove strutture e non destinandoli, invece, per completare il necessario continuo aggiornamento ed efficientamento di quanto già presente e sottoutilizzato in termini di tecnologia, attrezzature e personale oltre che di strutture.

Piuttosto che cercare di puntare finalmente a una messa a regime, come in altre regioni, dell'operatività h24 della diagnostica per migliorare e ridurre le liste di attesa, si pensa come spendere Euro su Euro per costruire un nuovo ospedale che in realtà, probabilmente, come proposta, serve per “coprire” politicamente le deficienze dell'ospedale di Pescara.

Sinceramente non si trova rispondenza di questa proposta con quanto prospettato anche in termini di sviluppo territoriale in campagna elettorale, quando l'allora candidato presidente, accompagnato da candidati locali che lo sostenevano, incontrava i Teatini.

Così come non trova rispondenza logica nemmeno nelle carenze strutturali di una parte del policlinico Teatino. Ci auguriamo che si comprendano le reali necessità delle persone. Perchè di persone stiamo parlando. Non di campanilismo. Non è più accettabile spostare sempre il reale problema in avanti ricorrendo a illusorie proposte faraoniche giustificandole come portatrici di efficienza, minimizzando sui reali problemi.

Abbiamo bisogno, e non solo a Chieti, di ottimizzare i servizi, rendere operativi gli ospedali h24, migliorare l'operatività dei pronto soccorso, mettere in atto tutte le azioni che abbattano le liste di attesa e contemporaneamente tengano conto delle priorità diagnostiche, abbiamo bisogno di investire su tecnologia e personale, sull'assistenza territoriale, l'assistenza agli anziani, l'assistenza ai disabili e la riabilitazione. Per non parlare della cronica carenza di personale e delle condizioni in cui il personale troppo spesso è costretto a operare”.

I Faraonici

sabato 24 gennaio 2015, 16:25

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