M5S sul taglio degli stipendi: "Non serve aspettare la riforma. Basta la nostra legge"

La proposta pentastellata giace nei cassetti della Regione Abruzzo da quasi due anni. Si risparmierebbero ben 23 milioni da destinare a imprese e politiche sociali

M5S sul taglio degli stipendi: "Non serve aspettare la riforma. Basta la nostra legge"

MARCOZZI (M5S) SU TAGLIO DEGLI STIPENDI DEI CONSIGLIERI REGIONALI. “Pare sia iniziata la propaganda pro-riforma costituzionale, la più incostituzionale delle riforme attuate dal Governo Renzi. Si comincia a far passare, anche in Abruzzo, su pararti della stampa locale il messaggio che modificando la Carta Costituzionale, anche i consiglieri regionali vedranno dimezzati gli stipendi. È un messaggio strumentale e ipocrita, non c'è alcuna necessità di stravolgere la Costituzione per ridurre i costi del consiglio regionale. Noi consiglieri del M5S lo stipendio ce lo dimezziamo già! Lo facciamo anche gli altri oppure approvassero la proposta di legge del M5S per il taglio degli stipendi, che ormai da due anni prende polvere nei cassetti di Regione Abruzzo". E' categorica Sara Marcozzi, prima firmataria della legge che dall'inizio del suo insediamento, con i colleghi a 5 stelle, sta portato avanti questa battaglia per la riduzione dei costi della politica. Una battaglia condivisa anche dai colleghi in parlamento che, con il taglio dei loro stipe ndi, alimentano un fondo che eroga microcredito alle piccole e medie imprese. “I tagli previsti nella nostra proposta di legge” spiega la Marcozzi “ sono significativi e consentirebbero di risparmiare ben 23 milioni di euro nei cinque anni di legislatura. Noi già tagliamo abbondantemente i nostri stipendi” incalza Marcozzi “centro destra e centro sinistra prendono tempo per rinviare il taglio aggrappandosi alla peggiore riforma della Costituzione che potessimo immaginare. La contropartita del dimezzamento degli stipendi dovrebbe essere la dittatura? No, grazie! Approvate la nostra pdl regionale! È più che sufficiente!”

ECCO I TAGLI PROPOSTI DAL M5S.  Il primo attiene alle indennità di Consiglieri e Presidenti di Giunta e Consiglio le cui massime retribuzioni consentite sarebbero rispettivamente ridotte per i primi da € 11.100,00 a € 5.000,00 e per i secondi da € 13.800 a € 6.500. Altro taglio previsto è quello dei rimborsi spese, nota dolente per le tasche della Regione, che elargisce ai consiglieri fino a 4500 euro mensili. Un forfait che viene assegnato a prescindere da quanto si spenda effettivamente per vitto, alloggio e viaggio e a prescindere dal luogo di provenienza. Solo i consiglieri del M5S rendicontano già ogni spesa e percepiscono il rimborso solo su quanto realmente utilizzato. Gli altri intascano il forfait incrementando di molto il loro stipendio. Tagli sono previsti anche per le indennità di Vice Presidente e Segretari di Commissione. Sono previste l’abrogazione della Polizza assicurativa in caso di morte o infortunio del Consigliere, l’abrogazione del trattamento di fine mandato e la riduzione dei vitalizi con percentuali maggiori in caso di cumulo di vitalizi diversi. Infine lo spostamento da 60 a 67 anni per la fruizione del vitalizio per i consiglieri che ne abbiamo maturato il diritto, come per i lavoratori “comuni”.

LA DOMANDA. Tutto condivisibile quello che scrivono i pentastellati abruzzesi, anzi ci pare logico e concreto intervenire con una leggina a costo zero per riportare sulla terra e nella realtà quotidiana il mondo della politica e dei suoi protagonisti. Ma ci poniamo anche una domanda, la stessa di sempre: le autodecurtazioni degli stipendi dei cinque consiglieri regionali (Mercante, Marcozzi, Ranieri, Pettinari, Smargiassi) dove sono? O meglio, visto che sarebbero su un conto corrente dedicato (ma noi ci possiamo anche sbagliare perchè non lo sappiamo): quando e chi ne potrà beneficiare, come detto, come per esempio col microcredito? Attendiamo fiduciosi questo feed-back visto che ormai sono passati quasi due anni, corrisondenti più o meno a 26 mesi di indennità, ed il gruzzolo potrebbe fare davvero comodo a molti. Chiudiamo dicendo ai primi, quelli che non si vogliono tagliare gli stipendi ed ai secondi, con una frase di John Maynard Keynes il quale, a proposito degli interventi dello Stato nella vita reale e l'economia, scriveva "Nel lungo periodo siamo tutti morti". Ecco. 

 

Il Grillino innamorato 

mercoledì 20 aprile 2016, 12:04

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