Ludopatia: a Teramo "Vincere al gioco o vincere il gioco?"

Domani mattina all'Hotel Abruzzi si terrà un convegno fortemente voluto dal Nuovo Centrodestra. Modererà il consigliere regionale Giorgio D'Ignazio

Ludopatia: a Teramo "Vincere al gioco o vincere il gioco?"

A TERAMO UN CONVEGNO SULLA LUDOPATIA. Si terrà domani alle ore 10:30, presso l'Hotel Abruzzi a Teramo (in viale Giuseppe Mazzini 18), un convegno sulla ludopatia dal titolo "Vincere al gioco o vincere il gioco?". L'evento, che sarà moderato dal capogruppo regionale del Nuovo Centrodestra Giorgio D'Ignazio, è stato presentato presso la sede pescarese del consiglio regionale da D'Ignazio con l'assessore alle politiche sociali del Comune di Teramo Valeria Misticoni e la psicologa e psicoterapeuta Elena Damiani. La scelta di Teramo non è casuale: quella provincia, infatti, è tra le aree dove piu' si dilapidano le economie per il gioco d'azzardo.

QUEL REGOLAMENTO BLINDATO. Ricordiamo che lo scorso settembre è stato approvato a Nereto un regolamento blindato che limita l'apertura di sale giochi e centri scommesse nel paese. Lo hanno approvato la maggioranza e il Movimento 5 Stelle, che guardano alla salute dei cittadini piuttosto che al gettito che il gioco d'azzardo produce per l'Erario che poi spende per curare la ludopatia. Questo regolamento sulle sale giochi e centri scommesse è tra i piu' restrittivi d'Italia.

UN CAPOSALDO. Il primo cittadino, Giuliano Di Flavio, e il vice sindaco-relatore del provvedimento, Piero Di Felice, fondano il regolamento su un capisaldo: l'amministrazione intende basare l'economia del territorio su altre attivita' commerciali che tutelano famiglie e giovani. Gia' il titolo del regolamento manifesta la volonta' di arginare il fenomeno in quanto "tutela l'incolumita', la sicurezza, il riposo, la quiete pubblica e la qualita' della vita".

NIENTE SALE SLOT. Non sara' possibile aprire sale slot e centri scommesse nel raggio di 750 metri da scuole, impianti sportivi, centri parrocchiali, sanitari e luoghi di culto. Non si possono aprire attivita' di questo tipo in strutture immobiliari che abbiano anche destinazione abitativa o residenziale, a salvaguardia delle unita' immobiliari, del riposo e della sicurezza e incolumita' di chi abita gli alloggi tutelandone anche il decoro. Non possono essere aperte sale giochi in locali con superficie inferiore a 150 metri quadrati. Non possono essere aperte agenzie scommesse nel caso in cui operino gia' attivita' simili nel raggio di 500 metri. Sono fatte salve le attivita' gia' in essere. Ma bastera' che cedano l'attivita', aprano e chiudano con nuova ragione sociale, o modifichino i locali perche' il regolamento abbia efficacia.

Gli Indipendenti

venerdì 15 maggio 2015, 17:52

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